L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Comune di Caulonia e la Cooperativa Pathos. Il sindaco Imperitura: «Una scossa positiva per il paese, il sorriso dei bambini ha già contagiato la comunità».
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L’accoglienza come strumento di rigenerazione sociale e risposta concreta al progressivo spopolamento dei piccoli centri dell’entroterra. È questa la sfida raccolta dal Comune di Martone, che nei giorni scorsi ha accolto la prima delle tre famiglie previste nell’ambito del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), avviando ufficialmente un percorso che punta a coniugare inclusione e rilancio del territorio.
L’iniziativa prende forma grazie al protocollo di collaborazione sottoscritto lo scorso anno tra i Comuni di Martone e Caulonia e approvato dal Ministero dell’Interno. Un modello che prevede non soltanto l’ospitalità delle persone accolte, ma anche un percorso strutturato di integrazione attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la conoscenza delle norme che regolano la convivenza civile e il supporto all’inserimento nel tessuto sociale locale.
Per il piccolo borgo della Locride, alle prese da anni con il calo demografico che interessa gran parte delle aree interne della Calabria, il progetto rappresenta una scelta strategica oltre che solidale.
«Il sorriso di questa prima famiglia eritrea, in fuga da conflitti infiniti, e soprattutto quello dei loro splendidi bambini, ha già contagiato la nostra comunità», afferma il sindaco di Martone, Giorgio Imperitura. «I cittadini di Martone, accoglienti per natura, hanno risposto con uno slancio di generosità che dimostra come l’integrazione possa essere un’occasione di rinascita per tutti».
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dai partner del progetto, ringraziando l’amministrazione comunale di Caulonia e il sindaco Francesco Cagliuso per la condivisione dell’iniziativa, insieme alla Cooperativa Pathos, ente gestore del servizio, guidata dalla presidente Maria Paola Sorace, per il lavoro svolto nella fase di avvio.
Il sistema SAI, coordinato a livello nazionale dal Servizio Centrale di Cittalia, garantisce percorsi regolamentati e monitorati, finalizzati all’autonomia delle persone accolte e alla loro piena integrazione nelle comunità ospitanti.
Con l’arrivo della prima famiglia, Martone compie così un passo concreto verso una nuova idea di sviluppo per i piccoli borghi, puntando sull’inclusione come opportunità per mantenere vivi i territori e contrastare il rischio dello spopolamento.

