Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale, parla del mondo in cui vivremo tra pochi anni e di chi lo starà costruendo. È un testo da tenere sul tavolo a lungo e noi continuremo a parlarne
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L'enciclica di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale è un testo da tenere sul tavolo a lungo. Ci sono documenti che si commentano in un giorno e si dimenticano nel successivo, e altri che chiedono di essere tenuti sul tavolo a lungo. Magnifica Humanitas, l'enciclica che Papa Leone XIV ha dedicato alla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
È un testo netto e profondo, che affronta i nodi su cui si gioca il nostro futuro prossimo: chi governa l'intelligenza artificiale e per quali fini, come custodire la dignità del lavoro mentre l'automazione lo trasforma, come proteggere i più giovani in un ambiente digitale che educa e insieme può disorientare. Lo fa senza demonizzare la tecnica e senza idolatrarla, con una sobrietà che non toglie nulla alla forza delle parole.
C'è un passaggio che, da editore, mi sembra giusto richiamare. Al numero 137 l'enciclica invoca «un giornalismo serio, e luoghi di confronto in cui contino l'argomentazione e la verifica più che la reazione immediata». È esattamente il mestiere che proviamo a fare ogni giorno, in un tempo in cui l'attenzione si misura in secondi e premia chi semplifica di più. Riconoscere in quelle righe il senso del nostro lavoro è insieme un incoraggiamento e una responsabilità.
La responsabilità, in concreto, è non lasciare che una riflessione di questa portata scivoli via nel rumore di una settimana qualunque. Magnifica Humanitas parla del mondo in cui vivremo tra pochi anni e di chi lo starà costruendo. Per questo merita di essere letta per intero, anche da chi non si occupa di Chiesa.
Noi, da parte nostra, continueremo a parlarne.
*Editore del network LaC


