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«Nella notte tra il 22 e il 23 agosto, alle 2.40, via Pecoraro, nella zona collinare di Pellaro, si è trasformata in uno scenario di panico. Almeno tre automobili sono state avvolte dalle fiamme, accompagnate da esplosioni di pneumatici che hanno svegliato i residenti. Urla, paura e la sensazione di essere intrappolati nelle abitazioni hanno reso quelle ore interminabili». Questo il racconto, diffuso in un comunicato stampa, dell’Associazione “Giustizia e Legalità”.
«Le prime pattuglie delle forze dell’ordine sono arrivate sul posto dopo circa venti minuti dalle chiamate al 112. I Vigili del Fuoco, intervenuti poco dopo, hanno lavorato tra gravi difficoltà per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area, dove un palo del telefono era già stato avvolto dalle fiamme. Dalle 5 fino alle 7 del mattino, la zona è rimasta senza corrente elettrica, aggravando i disagi per i cittadini».
«Le cause dell’incendio restano da chiarire. Voci incontrollate hanno attribuito l’episodio al caldo estivo, ma i residenti smentiscono con fermezza: la notte era fresca, e nulla lascia pensare a un rogo accidentale. “Cosa è successo davvero? Un caso isolato o un avvertimento?”, si chiedono i cittadini, sottolineando il clima di paura e sfiducia che pervade la comunità».
«Al di là della natura del gesto, l’incendio ha riportato al centro l’abbandono in cui versa da anni via Pecoraro. Una strada dissestata, senza guard rail, invasa da sterpaglie mai tagliate, che lo scorso anno è stata segnalata anche per la presenza di zecche nelle abitazioni. Un’arteria difficilmente accessibile ai mezzi di soccorso, tanto che i Vigili del Fuoco hanno denunciato la difficoltà di raggiungerla dalla SS 106. Un tratto che i residenti definiscono da tempo la “strada della morte”, teatro di numerosi incidenti mortali per la mancanza di segnaletica e corsie di svolta».
«Ringraziamo le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco per l’intervento coraggioso, ma non possiamo più accettare che i cittadini vengano lasciati nell’abbandono. Con il fuoco non si scherza: da un secondo all’altro tutto può andare perduto. Non vogliamo più rischiare la vita per l’incuria delle istituzioni» ha dichiarato Cristina Campolo, presidente dell’Associazione Giustizia e Legalità.
L’associazione ha già presentato una diffida al Comune e alle autorità competenti, insieme a un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, annunciando nuove azioni legali per garantire la sicurezza dei residenti.

