«La Giornata Internazionale della Donna 2026 sarà ancora una volta al centro della riflessione e di una serie di manifestazioni promosse dalla Sezione Femminile dell’Associazione Culturale Anassilaos intitolata, fin dal 2005, alla figura dell’Agente della Polizia di Stato Emanuela Loi morta il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio.

Nel nome di Emanuela l’Anassilaos – si legge nella nota dell’associazione culturale - si è sempre proposta di celebrare il lavoro e la capacità di sacrificio e resilienza delle donne di oggi grazie ad un gruppo di socie che nel corso di questi trenta e più anni si sono impegnate nei più diversi campi di attività ad approfondire i diversi aspetti di quel pianeta donna che tuttora offre spunti di amara riflessione a causa anche di quel fenomeno che, con una brutta espressione, chiamiamo “femminicidio”, che è la parte più tragica e dolorosa di una serie di problemi che impediscono tuttora il raggiungimento di una vera e autentica parità di diritti.

Anche se molta strada è stata fatta sul piano della legislazione italiana ed europea (quest’anno celebreremo non soltanto l’80° della Repubblica ma anche l’anniversario del voto delle donne) resistono abitudini e comportamenti, modi di pensare e agire, difficili da modificare e/o sradicare nella vita di tutti i giorni e in questo senso va l’impegno della Sezione Donna di Anassilaos, guidata da Cinzia Iadicola, che celebrerà tale Giornata Donna con una serie di incontri che si terranno presso il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca Pietro De Nava a cominciare da mercoledì 4 marzo, (ore 17,00) presso la Sala del Museo Archeologico con un incontro dedicato ai 25 anni della Guida Artistica “Reggio Calabria e la sua Provincia. L’arte e i segni della storia”, frutto di un progetto interamente al femminile che ha intrecciato studio, esplorazione e restituzione grafica, raccogliendo e organizzando materiali destinati alla fruizione turistica di quello che oggi è il territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Alla manifestazione parteciperanno alcune studiose che hanno preso parte e guidato progetto: le architette Antonella Postorino e Angela Pia Furfaro insieme alla professoressa Annunziata Rositani.

Giovedì 5 marzo, sempre alle ore 17, presso la Sala Giuffrè della De Nava la Prof.ssa Anna Maria Urso, Ordinario di Filologia classica presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di terrà una lezione sul tema “Figlie di un dio minore: modelli del femminile in Grecia antica” evidenziando alcuni degli aspetti negativi della civiltà antica, greca soprattutto, quale il ruolo subordinato della donna tenuta in disparte e quasi ai margini della società. Giovedì 12 marzo, presso la Sala Giuffrè della Biblioteca a conclusione degli eventi il professore Daniele Castrizio terrà invece una lezione sul tema “La Dea di Reggio: Artemide Fascelide”.

Si è spesso tanto insistito sulle divinità maschili (Apollo) che la figura di Artemide ben presente nel culto dei Reggini sembra passata in secondo piano eppure, testimone Tucidide, a Reggio esisteva un santuario di Artemide ed anche, come attesta lo storico Pausania, feste popolari dedicate alla dea e al fratello. Artemide Fascelide, Diana per i Latini, viene poi ricordata nell’antica tradizione reggina secondo la quale San Paolo, sbarcato a Reggio durante una festa in onore della dea, chiese di parlare per tutta la durata della fiamma di una lucerna posta su una colonna che prese ad ardere consentendo al Santo di predicare e convertire i reggini pagani. Momento significativo poi la consegna del Premio Anassilaos Mimosa (sabato 7 marzo ore 17,30 Sala Federica Monteleone del Consiglio Regionale) a donne espressione della società reggina e meridionale che operano e lavorano nei più diversi settori, dalla magistratura alle Forze dell’Ordine, dal mondo della Scuola a quello della Sanità, dalla difesa e tutela del patrimonio artistico e archeologico e archivistico al mondo delle professioni e del lavoro, dallo sport all’università.

Una manifestazione che compie nel 2026 trentuno anni e si propone di esprimere apprezzamento e gratitudine a tutte le donne che, qualunque sia l’attività che svolgono, sono l’espressione più significativa della società meridionale ed italiana con i suoi valori, antichi e moderni, con le sue aspirazioni e l’impegno a fare sempre di più».