La notizia dell’arresto di un religioso a Cosenza, accusato di abusi su minori che sarebbero avvenuti a Reggio Calabria, solleva nuove ombre su ambienti che dovrebbero essere immuni da simili scandali. A intervenire è l’Associazione nazionale La Caramella Buona, che da anni si batte contro la pedofilia e gli abusi, chiedendo che si indaghi a fondo su quanto sta emergendo all’interno della parrocchia reggina coinvolta.

La Onlus, guidata dal presidente Roberto Mirabile, ha confermato la propria disponibilità ad ascoltare le vittime e a costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. «Confidiamo pienamente nel lavoro dei carabinieri e della magistratura – ha dichiarato Mirabile – ed è ora che tutti i responsabili vengano messi nelle condizioni di parlare, in nome della verità».

Nelle ultime ore, all’associazione sono giunte segnalazioni circostanziate che riferiscono di gravi episodi risalenti a diversi anni fa, che coinvolgerebbero alcuni (ex) membri della Comunità francescana dell’Eremo di Reggio Calabria. Secondo quanto denunciato, le gerarchie religiose sarebbero state a conoscenza dei fatti, ma avrebbero preferito il silenzio, scegliendo di trasferire i religiosi coinvolti a Cosenza piuttosto che avviare azioni concrete per fermare gli abusi.

La Caramella Buona chiede che si faccia piena luce, per rispetto delle vittime e della città. «Reggio Calabria non merita l’omertà – ha sottolineato Mirabile – soprattutto quando si tratta di minori».