In una città segnata dallo spopolamento e dalla frammentazione, cresce il numero di iniziative promosse da giovani. Tra aspettative e scetticismo, il Forum delle Idee prova a rispondere con un metodo strutturato e un manifesto di proposte da consegnare alla città e alle istituzioni
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
A Reggio Calabria, ogni volta che nasce una nuova associazione o un’iniziativa civica, la domanda è sempre la stessa: produrrà qualcosa di concreto o resterà una dichiarazione di intenti? È un interrogativo legittimo, che accompagna anche il fermento giovanile che la città sta vivendo negli ultimi mesi. In un territorio segnato dallo spopolamento e dalla progressiva riduzione delle energie giovani, la moltiplicazione di gruppi, forum e realtà informali solleva un dubbio inevitabile: frammentare significa davvero rafforzare o si rischia di disperdere ulteriormente forze già scarse?
È dentro questa tensione, tra aspettative e scetticismo, che si colloca il Forum delle Idee, iniziativa giovanile indipendente e autopromossa nata nel 2025. Un progetto che prova a rispondere a queste domande non con slogan, ma con un metodo e con un obiettivo dichiarato: trasformare il confronto in proposte strutturate e consegnare alla città un documento programmatico.
Il Forum nasce dall’esigenza di creare uno spazio reale di confronto, capace di superare una logica di ascolto percepita come formale. «Abbiamo pensato il Forum delle Idee perché sentivamo il bisogno di creare uno spazio vero di confronto, dove le idee non restassero in sospeso ma potessero diventare visioni condivise e proposte concrete», spiegano i promotori. L’idea è quella di un percorso, non di un evento isolato. «È un esercizio collettivo di responsabilità e di futuro. Non un evento, ma un processo».
Dal loro punto di vista, la nascita contemporanea di più realtà giovanili non è necessariamente un segnale negativo. «Secondo noi una serie di accadimenti ha risvegliato la coscienza dei nostri coetanei», spiegano. Un risveglio che si intreccia anche con il progressivo indebolimento del mito della grande città e con una riflessione più critica sulle condizioni di vita fuori dal territorio d’origine.
Il nodo centrale resta quello della scelta. «Ognuno deve avere il diritto di restare o andare via. Il problema nasce quando non si può scegliere». Quando partire diventa una necessità e non una possibilità, il fallimento non è individuale ma collettivo. È da questa consapevolezza che nasce la spinta a organizzarsi, a costruire spazi in cui la città possa essere pensata a partire da chi la vive.
Il Forum delle Idee si struttura attraverso tavoli tematici concepiti come luoghi di lavoro e non di semplice discussione. I temi affrontati riguardano ambiti considerati strategici per Reggio Calabria: lavoro e politiche giovanili, rapporto con il mare, marketing territoriale, imprenditoria giovanile, valorizzazione della Costa Reggina, rigenerazione urbana, welfare e benessere, Reggio come città universitaria. Ambiti diversi, ma legati da una visione trasversale.
Il primo evento pubblico si è svolto il 7 settembre presso il Circolo del Bridge e ha coinvolto circa duecento persone. Una giornata articolata in sessioni di lavoro ai tavoli tematici e in un momento conclusivo di restituzione. Da allora il percorso è proseguito con incontri interni e attività di approfondimento finalizzate alla redazione di un manifesto.
«In questa fase siamo concentrati sulla costruzione di un documento programmatico che presenteremo alla città nelle prossime settimane», spiegano dal Forum. «Un testo in cui delineiamo bisogni, esigenze, prospettive, visioni e proposte che nascono da un punto di vista giovanile sulla città». Il documento sarà reso pubblico e messo a disposizione dell’intera comunità. «I nostri interlocutori privilegiati sono coloro che fanno parte della classe dirigente, perché è attraverso le decisioni pubbliche che si cambia la realtà, ma vogliamo che sia anche un’occasione di confronto con tutte le parti sociali».
Da qui l’apertura dichiarata alla collaborazione. «Siamo aperti a sollecitazioni, integrazioni e contributi da parte di chiunque voglia contribuire allo sviluppo della città in maniera partecipata». Un’apertura che, spiegano, è strutturale. «La nostra iniziativa è aperta e spontanea. Aperta, perché non poniamo vincoli alla partecipazione se non la condivisione di valori. Spontanea, perché vogliamo che il Forum resti un luogo in cui ciascuno possa sentirsi coinvolto e parte di un percorso comune».
Chi ha partecipato sottolinea soprattutto il clima che si è creato. «Ho percepito energia, creatività e una motivazione autentica», racconta Celeste Gullì. «Non c’è rivalità, ma collaborazione tra persone con competenze e visioni diverse. Ognuno può portare il proprio contributo e sentirsi ascoltato». Un elemento che viene letto come segnale di una comunità giovanile viva, pronta a prendersi cura del futuro del territorio.
Il Forum delle Idee chiarisce anche il proprio posizionamento rispetto alla politica istituzionale. «Siamo una realtà autonoma e indipendente, senza colori politici e senza ambizioni elettorali». Una precisazione che nasce dal contesto, in una fase segnata da appuntamenti elettorali e da una diffusa diffidenza verso le iniziative civiche. «Vogliamo fare politica nel senso nobile del termine: prenderci cura della cosa pubblica e portare contenuti e proposte».
Resta però la questione più delicata. In una città che vive una crisi strutturale di spopolamento e una riduzione delle energie giovani, è legittimo chiedersi se la moltiplicazione delle iniziative sia davvero fruttuosa o se rischi di disperdere ulteriormente presenze, competenze e seguito. È un dubbio che accompagna questo nuovo fermento e che chiama in causa tutte le realtà nate negli ultimi mesi.
Alla fine, però, il nodo resta lo stesso per il Forum delle Idee così come per le altre esperienze emergenti: la prova dei fatti. In una Reggio Calabria che non può permettersi stagioni effimere, la differenza non la farà la qualità delle intenzioni, ma la capacità di trasformarle in risultati, alleanze e cambiamenti visibili.
Il manifesto annunciato dal Forum rappresenterà un primo passaggio decisivo. Non solo per misurare la solidità del progetto, ma per capire se questa nuova stagione di partecipazione saprà davvero incidere o se finirà per aggiungersi a una lunga lista di tentativi incompiuti. La città osserva, ascolta e attende. E questa volta, più delle parole, conterà ciò che resterà.

