L’avviso, in scadenza oggi, forma l’albo degli operatori esperti interessati all’assunzione da parte dell’istituto penitenziario e all’espletamento dell’attività formativa. Il laboratorio in questione, con una significativa storia già alle spalle, è attivo da anni nella sezione femminile del plesso San Pietro
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In linea con il protocollo attivato su impulso della prefettura di Reggio Calabria per attivare sul territorio una rete in grado di garantire alle persone detenute che ne abbiano i requisiti, l’opportunità di iniziare già dal carcere un percorso di reinserimento lavorativo con attività di formazione e lavoro esterno, occorre attenzione pure per incrementare le attività lavorative espletabili all’interno del carcere, essenziali anch’esse al percorso trattamentale deputato a garantire la funzione rieducativa della pena.
Tra le esperienze più virtuose all’interno dell’istituto penitenziario Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, vi è quella del laboratorio di sartoria in cui è impegnato un gruppo di donne detenute, oggi da incrementare.
Le “pazienze” a giudici e avvocati reggini
In passato questo laboratorio, ha fornito le pettorine, le cosiddette “pazienze”, ad avvocati e giudici reggini nell’ambito di un «protocollo di intesa che era stato sottoscritto nel 2019 – ricorda l’allora garante regionale dei diritti delle persone detenute, Agostino Siviglia – tra la magistratura di Area Democratica per la Giustizia, Cvx e ufficio del Garante regionale, con la preziosa collaborazione dell’area pedagogica del carcere e dell’ordine degli Avvocati. Numerose donne furono a lungo impegnate per questa significativa commessa. L’idea, poi concretizzata, era stata lanciata in occasione di uno dei tanti incontri che in quel frangente vedevano operatori della Giustizia incontrare la popolazione detenuta anche in collaborazione con l’università Mediterranea».
Di recente, per i suoi 100 anni, Confindustria Reggio Calabria ha affidato proprio alle donne della sartoria del carcere di San Pietro la realizzazione delle borse consegnate in occasione della manifestazione svoltasi al teatro Cilea, così arricchitasi di una significativa valenza sociale.
«Al momento l’esperienza resta importante ma impiega poche donne. Occorre incrementare e c’è una attenzione particolare prestata in questa ottica dallo stesso direttore dell’istituto Rosario Tortorella. Un’attenzione che produrrà presto i suoi frutti. L’occupazione femminile nel mondo carcerario reggino è stata anche al centro dell’ultima riunione in prefettura, con riferimento al protocollo già sottoscritto per rafforzare il profilo lavorativo dei percorsi trattamentali fuori dal carcere», ha sottolineato il garante comunale delle persone private della libertà, Giuseppe Aloisio.
Insomma la sartoria del carcere San Pietro a Reggio Calabria costituisce un’esperienza che ha già detto e dato tanto al territorio e che ancora può fare molto. Per questo, al fine di assicurare continuità e nuova linfa, l’istituto penitenziario Giuseppe Panzera di Reggio Calabria ha pubblicato un nuovo avviso, in scadenza oggi.
L’avviso
La manifestazione di interesse ha ad oggetto la formazione di un albo di operatori economici, professionisti finalizzato all’affidamento di attività formative e all’assunzione di funzioni di capo d’arte laboratorio di sartoria già attrezzato e ancora attivo, seppure da implementare, presso la casa circondariale di Reggio Calabria plesso San Pietro.
Le candidature, presentate da persone con comprovata esperienza nel settore, prevedono la richiesta di iscrizione all'albo Ufficiale della Casa Circondariale di Reggio Calabria e saranno valutate da un'apposita Commissione.
«Per motivi di trasparenza e rotazione, alla procedura negoziata - si legge nell’avviso - saranno invitati solo gli Operatori che intendono partecipare alla presente manifestazione di interesse, con esclusione dell'Operatore Economico uscente, salvo che la presente manifestazione avrà esito negativo, in tale caso l'Amministrazione avvierà una trattativa diretta mediante Mepa con lo stesso».
Con scadenza al prossimo 30 gennaio pubblicati dalla Direzione del carcere anche altri due avvisi con cui la Direzione della Casa Circondariale di Reggio Calabria intende procedere all'istituzione di un elenco ufficiale di Imprese, Liberi Professionisti, Operatori Economici specializzati da invitare poi alla procedura negoziata per affidare il servizio ambulanza con autista, personale medico e infermieristico trasporto detenuti e per avviare la vendita di materiale dichiarato fuori uso prevalentemente ferroso, beni elettronici (fotocopiatori-personal computer, stampanti etc.), beni o effetti di vestiario (lenzuola, materassi, asciugamani etc.), beni o effetti di casermaggio (armadietti, sgabelli, tavoli, scrivanie etc.), con riferimento agli istituti penitenziari Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, comprendendo pertanto il plesso di Arghillà e quello di San Pietro.
«L’albo di operatori – si legge negli avvisi - costituisce lo strumento idoneo a garantire il rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, proporzionalità e tutela della concorrenza nell'attività contrattuale di questa Amministrazione. Il presente avviso non avvia alcuna procedura selettiva o para concorsuale, né prevede alcuna graduatoria di merito fra gli Operatori iscritti, ma è volto esclusivamente a costituire un elenco di Operatori specializzati nel settore richiesto e interessati ad avere rapporti contrattuali con questa Amministrazione».



