Ad Arghilla lo sport si fa prevenzione, solidarietà e comunità. Un defibrillatore donato ai giovani della Polisportiva Arghilla a Colori Csi e un laboratorio di primo soccorso per imparare, attraverso il gioco e le simulazioni, come intervenire in caso di emergenza. È il significato concreto di TIME OUT – I Campioni del Primo Soccorso, l’iniziativa che ieri pomeriggio ha trasformato il Campetto di Dodò, a Modenelle di Arghilla, in un luogo ancora più sicuro e inclusivo.

Prima dell’amichevole tra la Polisportiva Arghilla a Colori CSI e l’ASD Sacri Cuori Catona, il tempo si è fermato per una lezione speciale: quella del primo soccorso. In campo sono scesi medici e operatori di Medici del Mondo, organizzazione medico-umanitaria internazionale, che hanno guidato i ragazzi in un laboratorio pratico dedicato alla gestione delle emergenze durante l’attività sportiva. Attraverso simulazioni e attività-gioco, i giovani partecipanti hanno imparato come chiedere aiuto in caso di malessere o difficoltà di un atleta, comprendendo quanto siano importanti la tempestività, la lucidità e la capacità di attivare correttamente i soccorsi.

Un’esperienza formativa che porta la cultura della prevenzione direttamente nei luoghi frequentati dai ragazzi, trasformando il campo da gioco in uno spazio di consapevolezza, responsabilità e cura reciproca. Prima del fischio d’inizio, il momento più significativo: la donazione di un defibrillatore da parte di Medici del Mondo alla Polisportiva Arghilla a Colori CSI.

Un gesto concreto che rende il Campetto Dodò di Modenelle un luogo cardioprotetto e rafforza la sicurezza di uno spazio sportivo prezioso per il quartiere, l’unico punto di riferimento di questo tipo ad Arghilla.Una donazione che va oltre il valore dello strumento: significa investire nella salute, nella prevenzione e nel diritto dei più giovani a vivere lo sport in condizioni di maggiore sicurezza. Perché un campo da calcio non è soltanto il luogo in cui si impara a fare squadra, ma anche uno spazio in cui si costruiscono fiducia, rispetto e attenzione verso gli altri. Ma il significato di questa giornata va oltre il primo soccorso e la sicurezza sportiva.

Racconta una trasformazione più profonda, quella che da dieci anni vede protagonista la Polisportiva Arghilla a Colori CSI, diventata molto più di una realtà sportiva: un autentico spazio sociale ed educativo, capace di generare inclusione, opportunità e percorsi di cambiamento. La Polisportiva rappresenta così un presidio educativo e sociale, un punto di riferimento per i giovani e le famiglie, ma anche un motore di rigenerazione del territorio.

Perché cambiare un quartiere significa prima di tutto creare legami, aprire possibilità e restituire alle persone la fiducia di poter essere protagoniste del proprio futuro. In questa visione, anche la donazione del defibrillatore e il laboratorio di primo soccorso assumono un valore simbolico: raccontano uno sport che non si limita a far giocare, ma educa alla responsabilità, protegge la vita e costruisce cittadinanza attiva. Uno sport che esce dai confini del campo per diventare strumento concreto di inclusione e cambiamento.

Al pomeriggio hanno preso parte anche gli operatori del progetto RSC, insieme ai volontari e ai giovani del territorio coinvolti nel progetto FATA, ormai punto di riferimento e segno concreto per il quartiere. Realtà diverse, unite dalla volontà di costruire nuove opportunità e contribuire a un cambiamento concreto degli spazi e dei percorsi della comunità.Numerosi i ragazzi che hanno scelto di scendere in campo e condividere un pomeriggio di sport, formazione e partecipazione. Presenti anche famiglie e associazioni che da anni lavorano in rete, dando vita a un percorso comune di rigenerazione sociale e territoriale.

Ad Arghilla, così, il calcio diventa molto più di una partita. Diventa educazione alla salute, presidio di comunità e occasione per costruire legami. E il TIME OUT, questa volta, non interrompe il gioco: insegna a proteggere la vita e ricorda che ogni spazio può diventare il punto di partenza di un cambiamento.Perché essere campioni del primo soccorso significa sapere che, quando qualcuno ha bisogno, nessuno deve restare a guardare. Ed essere una comunità significa costruire, insieme, un quartiere in cui ogni ragazzo possa trovare spazio, ascolto e opportunità per crescere.