Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino di Reggio Calabria, Enzo Cuzzola.

«Parliamo di turismo, di agevolare il turismo, di incentivare il turismo. Parliamo anche di turismo di ritorno, come ho scritto pochi giorni fa. Ma la realtà dei fatti è ben diversa: la nostra città continua a essere, tra virgolette, “maledetta” da chi pensa di poterla ostacolare in tutti i modi.

Il nodo principale è quello dei trasporti, che sembrano ancora fermi ai tempi dei Borboni ma con un costo da XXI secolo. Pochi collegamenti e quei pochi a prezzi insostenibili.

Sull’aeroporto si è detto tanto, forse troppo: rotte ridotte, assenza di logiche di servizio, con professionisti costretti a pernottare a Milano perché manca la possibilità di un andata/ritorno nella stessa giornata. È il segno più evidente di un sistema che non funziona.

Ma il caso più clamoroso arriva dalle ferrovie. Il professor Antonio Del Pozzo, persona seria e stimata, ha mostrato su Facebook lo screenshot dell’acquisto di un biglietto Reggio Calabria–Milano per sabato 23 agosto: un unico posto disponibile al prezzo di 400 euro. Non è uno scherzo, è la realtà. Qualche malcapitato, costretto dalla necessità, ha persino dovuto pagare quella cifra, dato che se andate adesso sul sito non troverete più posti disponibili.

E allora viene spontanea una domanda: fino a quando dovremo tollerare questo mercato selvaggio? Da quando i trasporti pubblici sono stati trasformati in società private, e lo Stato ha ceduto le partecipazioni, assistiamo a uno spettacolo vergognoso. Gli algoritmi di prezzo diventano strumenti di esclusione, soprattutto nel periodo in cui il turismo di ritorno dovrebbe essere favorito.

Non è solo questione di biglietti cari: è una scelta di campo. Significa accettare che una città come Reggio Calabria venga tagliata fuori dal mondo, non solo con i tagli alle rotte ma anche con i prezzi che isolano le persone.

Se vogliamo davvero parlare di turismo, e non solo riempirci la bocca con slogan, il primo passo è semplice: garantire a tutti collegamenti accessibili, numerosi e a prezzi giusti.
Fino a quel momento, ogni discorso sullo sviluppo turistico resterà lettera morta».