Soddisfatto, ma con i piedi ben piantati a terra. Domenico Laganà, capitano della Domotek Volley, commenta con lucidità il momento positivo della squadra dopo la vittoria contro Sabaudia Volley, una delle formazioni più temibili del campionato.

«Le aspettative a inizio stagione erano molto alte e penso che, finora, siano state tutte esaudite», esordisce Laganà. «La stagione però è lunga. Quello che conta è avere ogni volta la giusta carica e la giusta determinazione. Sabaudia nel terzo set ha provato di tutto, è andata avanti anche in un momento chiave, e va dato loro merito. Ma noi abbiamo la fame giusta per provarci fino in fondo».

Una vittoria tutt’altro che scontata contro una squadra arrivata quarta nel girone d’andata e che aveva già inflitto una delle poche sconfitte stagionali alla Domotek. «Non era una partita facile, assolutamente», ribadisce il capitano, soffermandosi sul passaggio decisivo del match: il finale del terzo set, chiuso grazie ai punti pesanti di Simone Rigirozzo. «Sta crescendo tantissimo, grazie al lavoro dello staff tecnico. Sta facendo un grande campionato, ma la cosa più bella è che stanno crescendo tutti i nostri giovani. Durante la settimana danno un apporto incredibile».

Per Laganà, la capacità di reagire nei momenti difficili è il vero marchio delle grandi squadre. «Nel secondo e nel terzo set loro sono stati avanti per lunghi tratti. Noi però, dopo il 20, abbiamo sempre messo fuori la testa e portato il set a casa. Non è facile: bisogna essere forti nei momenti che contano e noi lo stiamo facendo bene».

Il capitano si sofferma poi sulla completezza del gruppo e sul valore dei singoli. «Saitta è un palleggiatore fuori categoria, lo sta dimostrando partita dopo partita. Ha sempre quattro uscite d’attacco, anche grazie al lavoro dei ricevitori. Siamo una squadra completa, che si diverte in campo e spero faccia divertire anche il pubblico».

Tra i momenti più emozionanti della serata, l’abbraccio con gli ex Marco Soncini e Alessandro Stufano, accolti con grande affetto dal Palacalafiore. «È stato bellissimo rivederli, perché loro sono stati l’inizio di questa storia. Sono indimenticabili. La cosa più bella è che sono rimasti qui a salutare tutti, ad abbracciare la gente. In tante piazze gli avversari vanno via subito. Loro no. E poi – scherza Laganà – la gente fa ancora fatica a riconoscere Stufano con quei baffi… ma va bene così, gli vogliamo bene».

Un segnale chiaro di quanto abbiano lasciato in città. «Se sono ancora qui, circondati dalle persone, vuol dire che hanno lasciato un bel ricordo. Non è una cosa scontata: significa che la gente si affeziona».

E sul sogno finale, Laganà preferisce non sbilanciarsi. «Non lo dico, sono scaramantico», sorride. «Però ho tanti sogni e spero di riuscire a realizzarli uno alla volta. Intanto viviamo partita dopo partita, un sogno alla volta».