FOTO | La tifoseria organizzata diserta il “Granillo”, sfila sul Corso Garibaldi e chiama al confronto i candidati sindaci. Da Cannizzaro a Pazzano, passando per Mimmo Battaglia ed Eduardo Lamberti Castronuovo, il futuro amaranto entra al centro della campagna elettorale
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Il cuore della contestazione amaranto oggi batteva lontano dal “Granillo”. Mentre dentro lo stadio la Reggina giocava il suo playoff davanti a spalti quasi deserti, fuori la città si stringeva attorno alla Curva Sud in un lungo corteo che da Piazza Duomo ha attraversato il Corso Garibaldi fino ad arrivare a Piazza Italia.
Fumogeni, bandiere, striscioni e cori continui. Ma soprattutto un messaggio chiaro, ripetuto per tutto il pomeriggio: «Liberate la Reggina».
Una protesta annunciata nei giorni scorsi con un comunicato molto duro nei confronti dell’attuale proprietà amaranto e con un invito rivolto ai candidati sindaci a metterci la faccia sul futuro della società. E la piazza, almeno una parte importante della città, ha risposto.
Lungo il Corso Garibaldi il corteo si muove compatto. C’è chi osserva dai balconi, chi si ferma ai lati della strada ad applaudire, chi decide di unirsi strada facendo. Non soltanto ultras, ma famiglie, ragazzi, vecchi tifosi e semplici appassionati che scelgono di stare in piazza invece che sugli spalti.
Il silenzio del “Granillo” diventa così parte stessa della manifestazione. Una scelta simbolica e pesante, soprattutto nel giorno di una partita playoff. «In questo momento ci interessava stare qui» ripetono dalla Curva Sud.
Arrivati in Piazza Italia, il corteo si trasforma in un confronto pubblico tra tifosi e politica. Presenti i quattro candidati a sindaco: Francesco Cannizzaro, Mimmo Battaglia, Saverio Pazzano ed Eduardo Lamberti Castronuovo.
Saverio Pazzano parla di una situazione «imbarazzante» e della necessità di costruire un progetto sportivo complessivo per la città, dal Sant’Agata ai settori giovanili: «La Reggina deve tornare ad essere il motore di un sistema sportivo serio».
Eduardo Lamberti Castronuovo insiste invece sul valore identitario del club: «La Reggina non è soltanto una squadra di calcio, è qualcosa che unisce i reggini anche quando vivono lontano dalla Calabria».
Mimmo Battaglia sottolinea il ruolo che dovranno avere le istituzioni nel vigilare sul futuro della società: «La Reggina non può stare in Serie D» ribadisce davanti alla piazza.
Francesco Cannizzaro racconta invece di avere inizialmente pensato di non partecipare «per non strumentalizzare la Reggina a pochi giorni dalle elezioni», salvo poi decidere di esserci «per rispetto verso chi c’è sempre stato nei momenti più difficili».
Il deputato di Forza Italia ringrazia apertamente la Curva Sud, definendo gli ultras «persone perbene», e assicura il proprio impegno nel favorire una soluzione stabile per il futuro del club: «Metterò a disposizione tutti i rapporti consolidati a livello nazionale ed europeo».
Nel suo intervento Cannizzaro prende anche le distanze da certe dinamiche viste negli ultimi anni nel rapporto tra politica e calcio: «Non mi troverete mai né a bordo campo né negli spogliatoi».
Ma il momento più teso della serata arriva durante l’intervento di Giovanni Latella, assessore comunale con delega allo Sport. Il suo discorso viene interrotto più volte dai cori e dalle contestazioni della piazza.
Latella rivendica il ruolo avuto dall’amministrazione comunale nel periodo successivo al fallimento della Reggina, ricordando come il Comune si fosse attivato per trovare imprenditori disposti a garantire l’iscrizione della squadra al campionato. «Questa amministrazione ha trovato Ballarino e Bandecchi» dice al microfono, sostenendo inoltre che negli ultimi anni siano mancati altri soggetti pronti a investire concretamente nel club.
Le sue parole accendono immediatamente la piazza. Fischi, urla e proteste accompagnano parte dell’intervento dell’assessore, mentre dalla Curva Sud qualcuno invita a mantenere la calma.
A riportare ordine è poi uno dei capi ultras, che prende il microfono e prova a chiudere le polemiche: «Noi vogliamo soltanto trasparenza e fatti, perché delle parole siamo stanchi».
Poi il ringraziamento alla città per la partecipazione al corteo e per avere scelto di essere presente in piazza nel giorno della partita. Infine gli ultimi cori, le mani alzate e quella sensazione, rimasta nell’aria fino a sera, di una città che sul futuro della Reggina continua a sentirsi coinvolta ben oltre il risultato di una partita.








