La prima sconfitta della stagione è arrivata nel momento in cui la Reggina sembrava aver trovato il passo della grande squadra. Dopo cinque vittorie consecutive, gli amaranto si sono fermati sul campo di un Trapani capace di interpretare la gara con maggiore intensità e di sfruttare le difficoltà degli uomini di mister Marchionni.

Il giorno dopo il ko, più del risultato, resta la prestazione. Una Reggina lontana dagli standard mostrati nelle prime giornate, meno brillante nella gestione del pallone, poco incisiva nel recupero e incapace di dare continuità alla propria azione. Un passo falso che interrompe la striscia perfetta, ma che soprattutto offre al gruppo una serie di indicazioni su cui lavorare.

Il tecnico amaranto non ha cercato attenuanti nell'analizzare la gara. «C'è poco da dire, non si è vista la solita Reggina», ha ammesso nel post partita, riconoscendo le difficoltà incontrate su un campo di dimensioni ridotte, ma chiarendo subito che le condizioni del terreno non possono rappresentare un alibi.

A fare la differenza, secondo l'allenatore, è stata anche la qualità dell'avversario. «Complimenti al Trapani che ci ha messo quel qualcosa in più per vincerla», ha sottolineato.

Una Reggina lontana dai suoi standard

Il problema principale emerso dalla sfida è stato il ritmo. La Reggina ha fatto circolare il pallone troppo lentamente e, soprattutto, non è riuscita a recuperarlo con la consueta efficacia. «Si girava la palla lentamente, non recuperavamo mai», l'analisi del tecnico, che ha definito la prestazione complessiva al di sotto delle aspettative.

Un giudizio severo, esteso a tutti i reparti. «Tutta la squadra è stata al di sotto delle aspettative, tutto il centrocampo ha giocato sotto gli standard abituali e direi tutta la squadra», ha spiegato.

Ed è proprio il centrocampo uno dei settori chiamati a ritrovare rapidamente brillantezza. La Reggina, quando riesce a imporre ritmo e intensità nella zona centrale del campo, costruisce gran parte della propria forza. A Trapani, invece, quella superiorità non si è vista con la stessa continuità delle precedenti uscite.

Il momento decisivo negli ultimi quindici minuti

La partita, nella lettura del tecnico, sembrava inizialmente poter essere gestita. Poi qualcosa è cambiato nell'ultima parte del match. «A un certo punto la gara sembrava sotto controllo, poi ci sono stati gli ultimi quindici minuti in cui ci siamo innervositi, non riuscivamo ad accorciare», ha raccontato.

È stato probabilmente il passaggio decisivo della sfida. Una squadra abituata a comandare le partite si è trovata a dover gestire una situazione diversa, lasciando progressivamente campo e fiducia al Trapani.

Ed è proprio su questo aspetto che arriva la riflessione più significativa: «Quando una grande squadra si rende conto che non può vincerla, deve pensare a non perderla e invece gli abbiamo fatto prendere coraggio».

Una lezione importante per una Reggina che, dopo un avvio di stagione praticamente perfetto, si trova ora davanti alla necessità di dimostrare di saper gestire anche le giornate complicate.

La sconfitta non cancella il percorso

Il primo ko non cambia quanto costruito nelle prime cinque giornate. La Reggina resta una squadra che ha mostrato solidità e continuità, ma la trasferta di Trapani ha evidenziato che per mantenere il vertice servirà evitare cali di concentrazione e prestazioni lontane dal proprio livello. «Vederci sempre in testa è bello, ma non possiamo ripetere questo tipo di prestazioni», ha ammonito il tecnico. Un messaggio rivolto al gruppo, soprattutto in vista dei prossimi impegni. La risposta dovrà arrivare sul campo, a partire dalla Coppa Italia, che offre immediatamente l'occasione per voltare pagina.

Ora la Coppa Italia, poi il ritorno alla corsa

Il calendario offre subito alla Reggina la possibilità di voltare pagina. La Coppa Italia arriva in un momento utile, perché consente agli amaranto di tornare in campo senza dover aspettare a lungo per cancellare le sensazioni negative della trasferta di Trapani.

Marchionni ha già lasciato intendere che saranno gli allenamenti a suggerire le scelte: «Proviamo a fare del nostro meglio, vedremo come andrà. Gli allenamenti mi daranno indicazioni su chi schierare».

Potrebbe essere anche l'occasione per qualche rotazione e per dare spazio a chi ha giocato meno, ma soprattutto sarà importante ritrovare le certezze smarrite a Trapani. La prima sconfitta della stagione, insomma, non deve diventare un caso. Deve restare una battuta d'arresto, accompagnata però dalla consapevolezza che per continuare a stare davanti servirà qualcosa in più.