Reggio Bic, 10 anni di sport e non solo: Ilaria D’Anna festeggia il doppio traguardo tra campo e presidenza. «10 anni. 10 anni. Quanti ricordi Ilaria?» Inizia così, con emozione e orgoglio, il racconto di un percorso che ha segnato non solo una carriera sportiva, ma anche un cambiamento culturale profondo per Reggio Calabria.

Dieci anni «bellissimi», vissuti ogni giorno con crescente intensità, adrenalina ed emozione. Un decennio fatto di sacrifici, traguardi e conquiste che hanno superato i confini del campo da gioco per entrare nel cuore della città. «Sono stati 10 anni di sacrifici, ma con gioia e con orgoglio posso dire che oggi Reggio e la nostra squadra finalmente si uniscono», racconta Ilaria durante i festeggiamenti.

Un’unione che non è solo sportiva, ma sociale. In questi anni, infatti, la città ha maturato una nuova consapevolezza sul tema della disabilità. «Finalmente si è capito cosa vuol dire disabilità – spiega – e si sono avvicinati anche a noi, mentre prima sembrava un tabù». Un cambiamento che rappresenta forse il traguardo più importante: aver contribuito a rompere barriere culturali, costruendo inclusione e partecipazione attraverso lo sport.

Per Ilaria D’Anna, questo anniversario ha un significato ancora più speciale: coincide con i suoi primi dieci anni da atleta e con il suo nuovo ruolo di presidente. «Sono due cose differenti», ammette. «Io mi reputo sempre atleta e non presidente, perché essere atleta è più bello: puoi sfogare tutto quello che tieni in campo e dimostrare le caratteristiche e la voglia di far capire che anche le donne possono lottare insieme agli uomini».

Un messaggio forte, che parla di parità, determinazione e identità. L’esperienza in campo resta il cuore pulsante del suo impegno, ma la responsabilità della presidenza apre nuove prospettive.

E allora, come saranno i prossimi dieci anni? Alla domanda, Ilaria sorride: «Che bella domanda!». La risposta è un auspicio che guarda lontano: crescere ancora, diventare sempre più forti. Non solo come squadra, ma come comunità e come organizzazione sul territorio. «Non parlo soltanto di team, ma anche a livello di comunità e di organizzazione proprio a Reggio Calabria».

L’obiettivo è chiaro: consolidare quanto costruito e continuare a fare dello sport uno strumento di coesione e consapevolezza. Dopo dieci anni di emozioni e battaglie vinte, la strada è tracciata. E a Reggio Calabria, oggi, si festeggia non solo un anniversario, ma una visione che guarda al futuro.