Dopo il ko all’esordio contro la Dinamo Sassari, il tecnico amaranto analizza la prestazione della sua squadra e guarda alla prossima sfida contro i campioni d’Italia: «Reggio Calabria non è più una matricola. Oggi siamo una squadra che fa paura, nonostante tutto»
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FORTUNATO SERRANO'
Il risultato non ha premiato la Vumbaca Reggio BiC, ma la prestazione offerta contro la Dinamo Sassari nella prima giornata di campionato lascia intravedere segnali incoraggianti per il prosieguo della stagione. Una sfida intensa e combattuta, nella quale la formazione amaranto ha saputo tenere testa a un’avversaria di grande spessore, pagando soprattutto le difficoltà incontrate nel terzo quarto, quando la pressione dei sardi ha finito per fare la differenza.
Al termine della gara, coach Antonio Cugliandro analizza con lucidità quanto accaduto sul parquet del PalaCalafiore. Nessuna ricerca di alibi, ma la consapevolezza di aver visto una squadra capace di giocare una buona pallacanestro, nonostante si trattasse della prima uscita ufficiale della stagione.
«Sinceramente sono abbastanza soddisfatto. Essendo la nostra prima uscita stagionale, abbiamo fatto un’ottima partita», sottolinea il tecnico, che individua nel pressing avversario uno degli elementi decisivi della sfida.
Il pressing di Sassari e quel terzo quarto decisivo
La Dinamo Sassari ha potuto contare su un roster profondo e su un’intensità difensiva capace di mettere in difficoltà gli amaranto. Un aspetto che Cugliandro aveva già individuato alla vigilia, preparando la squadra ad affrontare proprio questo tipo di pressione.
«Sapevo che Sassari ha un roster molto lungo e fa molto press. Noi siamo una squadra forte fisicamente, ma forse non siamo rapidissimi per stile di gioco e caratteristiche degli atleti. Il loro quintetto del press ci ha messo in difficoltà».
Il lavoro svolto durante la settimana ha permesso alla Vumbaca Reggio BiC di trovare alcune soluzioni, anche se non sempre con la necessaria continuità. «Ci abbiamo lavorato perché immaginavamo questo loro modo di giocare, cercando di attaccare e controbattere al press. A volte ci siamo riusciti, altre no».
È proprio in questi momenti che la gara ha preso una direzione diversa, con il terzo quarto rivelatosi fatale per le ambizioni reggine. Resta, però, la convinzione di aver affrontato una squadra attrezzata senza rinunciare alla propria identità.
Juninho trascina, Clifton convince: la forza del gruppo
Tra gli aspetti più positivi della serata c’è la prestazione corale di una squadra che, nonostante i cambiamenti e i nuovi innesti, sta progressivamente trovando i propri equilibri.
A guidare i compagni è stato il capitano Juninho Clemente, autore di una prova da autentica stella: una tripla doppia da 12 punti, 13 rimbalzi e 12 assist, numeri che testimoniano la sua capacità di incidere in ogni zona del campo.
«Si è visto come i ragazzi piano piano si siano amalgamati. Ottima prova di capitan Clemente con una tripla doppia. Tutti hanno fatto il loro dovere», evidenzia Cugliandro, che riserva parole positive anche per il giovane Joel Clifton.
Il tecnico è convinto che il nuovo innesto possa ritagliarsi uno spazio importante nel campionato: «Mi è piaciuto sin da subito il suo stile di gioco e sono sicuro che farà un gran bel campionato».
Indicazioni positive arrivano anche da Shay Barbibay, protagonista di una buona prestazione e risorsa preziosa per una squadra che punta a distribuire meglio responsabilità e minuti nel corso dei quaranta minuti di gioco.
«Non siamo più una matricola: oggi Reggio Calabria è rispettata»
Il passaggio più significativo dell’analisi di Cugliandro riguarda, però, l’identità e la crescita della Vumbaca Reggio BiC. Il tecnico rivendica il percorso compiuto dalla società amaranto, sottolineando come la squadra abbia conquistato sul campo una considerazione diversa rispetto al passato.
«Lo ripeto: Reggio Calabria non è più la Reggio Calabria che è stata negli scorsi anni. È una squadra che oggi viene rispettata e non è più la matricola».
Parole che raccontano un cambiamento costruito attraverso il lavoro, l’esperienza internazionale e la volontà di confrontarsi con avversari sempre più competitivi. La formazione reggina non è più una squadra da affrontare con leggerezza, né una realtà nella quale sperimentare semplicemente schemi e rotazioni.
«Non è quella squadra dove si va a provare solamente gli schemi o a far giocare i ragazzi con meno minutaggio. Oggi siamo una squadra rispettata che fa paura comunque, nonostante tutto. E sono contento di questo».
Un messaggio che va oltre il risultato contro Sassari e che guarda alla stagione nel suo complesso. La Vumbaca Reggio BiC vuole continuare a crescere, consapevole delle proprie qualità e del rispetto conquistato nel panorama nazionale.
Un roster più lungo per reggere l’intensità del campionato
Tra gli obiettivi del nuovo corso amaranto c’è anche quello di garantire maggiore continuità durante la partita. La costruzione di un roster più profondo nasce proprio dall’esigenza di limitare quei cali che, nelle stagioni precedenti, potevano condizionare il rendimento della squadra.
«Quest’anno abbiamo un roster un po’ più lungo rispetto agli anni passati. L’obiettivo era proprio quello di cercare di dare maggior continuità alle prestazioni durante i 40 minuti, perché tante volte, rischiando falli o con un giocatore non in partita, soffrivamo questi cali».
In questo contesto si inserisce la crescita di Juninho Clemente, ormai diventato un giocatore completo e capace di incidere in più aspetti del gioco. «La crescita di Juninho è evidente, è ormai un giocatore completo e resta sotto osservazione da parte delle altre squadre», spiega il coach.
La sua evoluzione, insieme all’arrivo di elementi come Barbibay e Clifton, offre nuove possibilità tattiche e una maggiore varietà di soluzioni. La sfida sarà trasformare queste potenzialità in continuità di rendimento, soprattutto contro le formazioni più attrezzate del campionato.
A Cantù senza paura: «Ci proveremo come sempre»
Il calendario mette ora sulla strada della Vumbaca Reggio BiC una delle prove più impegnative: la trasferta contro Cantù, campione d’Italia e punto di riferimento del movimento nazionale.
Cugliandro non nasconde le difficoltà che attendono i suoi ragazzi, riconoscendo la forza fisica e tecnica degli avversari.
«Mi aspetto un’altra partita bella tosta. Cantù è probabilmente la squadra più completa del campionato: ha tanti giocatori grossi, più grossi dei nostri, anche se quest’anno siamo migliorati sotto l’aspetto della fisicità».
Il tecnico sottolinea come la formazione lombarda disponga di atleti di assoluto livello e di una struttura consolidata, capace di competere stabilmente per il titolo. Una montagna da scalare, dunque, ma non un ostacolo davanti al quale arrendersi in partenza.
«Cantù è ancora più forte sotto questo punto di vista e ha giocatori di livello assoluto, lo dimostra il fatto che vince lo scudetto quasi ogni anno. Ci proveremo come sempre, come abbiamo fatto oggi».
È questa la linea tracciata da Cugliandro: rispetto per gli avversari, consapevolezza dei propri limiti e fiducia nelle possibilità della squadra.
La sconfitta con Sassari non cancella le indicazioni positive della prima giornata. Al contrario, offre alla Vumbaca Reggio BiC elementi su cui lavorare e conferma la necessità di continuare a crescere, partita dopo partita. La strada è ancora lunga, ma gli amaranto vogliono percorrerla da protagonisti, con la convinzione di chi sa di essersi guadagnato un posto tra le squadre da rispettare.
A Cantù servirà una prova di carattere, intensità e lucidità. La Vumbaca Reggio BiC è pronta a provarci, senza paura e senza rinunciare alle proprie ambizioni.

