VIDEO | Giovanissima, tra Piemonte e Liguria e sulle orme del fratello Ruggero, era entrata nella Resistenza e ricordava così quella giornata storica. Fervida testimone, a Reggio, dove era nata e aveva vissuto, è mancata lo scorso 17 marzo all'età di quasi 98 anni
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Ci ha lasciato lo scorso 17 marzo, nel giorno dell'anniversario dell'Unità d'Italia, Paese che con il suo coraggio, aderendo alla Resistenza, oltre 80 anni fa aveva contribuito a liberare dal Nazifascismo . Avrebbe compiuto poco dopo 98 anni quando si è trascorso nella sua casa a Reggio Calabria , città in cui era nata e aveva vissuto. Voce fervente dell'Anpi reggina, la sua appassionata testimonianza ha tessuto in riva allo Stretto la memoria della Resistenza e del fratello Ruggero che, andato a combattere sulle montagne dell'Appennino Ligure, era poi stato catturato e deportato, non facendo mai più ritorno a casa. Alla sua memoria è dedicata una delle sezioni Anpi a Reggio Calabria.
Il 25 aprile, in cui si celebra la resa dell'esercito nazifascista e la Liberazione dell'Italia e il preludio della democrazia e della Repubblica , dopo la guerra, l'occupazione e oltre venti anni di dittatura , rievoca quel giorno storico del 1945 che Anna Condò aveva vissuto.
Quell'indimenticabile 25 aprile...
Pur accusando il peso fisico degli acciacchi e quello emotivo dei tanti grandi dolori della sua vita , era sempre stata felice e orgogliosa di andare incontro a questa data e di esserci stata quel 25 aprile 1945 che così ricordava con fierezza : «Era un tripudio di festa di bandiere rosse e di canti. Io ero con la mia compagna di staffetta partigiana, Mariolina e con dei picconi rimuovevamo finalmente dal manto stradale i simboli del fascio».
Costretta a emigrare al nord con la famiglia dopo i bombardamenti degli alleati e la sospensione dal lavoro dei genitori , non allineatisi alla Repubblica sociale italiana , fu al nord, tra Piemonte e Liguria che, giovanissima, aveva aderito alla Resistenza, sposando la causa di libertà con il fratello Ruggero Condò, classe 1924, nome di battaglia "Bik", primogenito di cinque figli e unico maschio, purtroppo non sopravvissuto.
Anna è mancata solo qualche mese fa. Vogliamo ricordarla in questa giornata, che per lei sarebbe stata come ogni anno importante, con le sue parole e con quel monito che ancora deve profondamente interrogarci tutti e tutti: «La Resistenza sarà stata vana se sarà valsa solo per noi che l'abbiamo fatta e vissuta».
La Memoria e la Responsabilità
Un richiamo al dovere della memoria collettiva e alla responsabilità al quale aveva dato voce anche in una delle sue ultime testimonianze, risalente a un decennio fa, quando ancora riuscivano a prendere parte alla commemorazione pubblica del 25 aprile, accanto alla stele del Partigiano, presso la villa comunale Umberto I di Reggio Calabria, in rappresentanza dell'Anpi. Per il prezioso documento video, ringraziamo la sezione Anpi “Nilde Iotti” di Reggio.
«Mio fratello Ruggero Condò, partigiano resistente veramente, che non si è mai piegato alle nefandezze dei fascisti, dopo essere stato torturato e deportato, passò per il camino nel campo di concentramento nazista di Gusen . Il suo è soltanto un frammento di una delle pagine più luminose della nostra storia. Uno dei frammenti che formano la memoria. Ma chi si interessa oggi di questo?», si chiedeva.
«Sono così pochi i giovani qui. Giovani che sembrano separati dalla Resistenza da spazi siderali mentre i meno giovani sembrano voler rimuovere ricordi scomodi . E allora noi che quella pagina di storia l'abbiamo vissuta e fatta cosa dovremmo fare? Non possiamo parlarne? Non scriverne? Dovremmo restare indifferenti a certi accadedimenti, a certe prepotenze che vorrebbero toglierci che la Resistenza ei suoi combattenti con tanti sacrifici ci hanno dato? ».
Il momento di scelta
Anna Condò aveva sempre reso, fino a quando le era stato possibile, il 25 aprile un'occasione per tenere viva la memoria di tutti i combattenti e le combattenti per la Libertà, come suo fratello Ruggero. Una libertà ancora oggi preziosa e fragile e da tutelare.
«Io rifarei tutto anche adesso - aveva sempre dichiarato - e ringrazierò sempre mio fratello Ruggero, uomo buono e coraggioso, per avere confidato a me, sorella minore, adolescente ma molto determinata, la sua scelta di diventare partigiano, facendomi capire che quello era in realtà per tutti il momento di scegliere ».



