VIDEO | Questa mattina la discesa dall'Eremo. Sulle spalle dei portatori oggi la Sacra Effigie ha lasciato le alture della città per raggiungere il Duomo, dove resterà fino a novembre
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È uscita dall'Eremo alle prime luci del giorno e sulle spalle dei portatori ha iniziato la sua discesa.
La Vara della Madonna della Consolazione va incontro alla Città di Reggio di cui è protettrice e, attraverso il Corso Garibaldi, raggiungerà la cattedrale del Duomo dove resterà fino alla prima domenica dopo la festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio (21 novembre oppure la domenica successiva che quest'anno cade il prossimo 22 novembre ). Sarà allora che il Quadro tornerà all'Eremo, sempre sulle spalle dei portatori della Vara , in occasione della processione di ritorno.
Tappa significativa di questo tradizionale e atteso appuntamento religioso e la Consegna che ha dato il nome anche alla piazzetta dove tradizionalmente avviene. Qui al cospetto dei fedeli e delle autorità civili e militari, il simbolico passaggio della Sacra Effigie della Madonna della Consolazione dai Frati Minori Cappuccini, che la custodiscono nella Basilica dell'Eremo da novembre fino a settembre, all'arcivescovo di Reggio – Bova Fortunato Morrone, dunque alla città di Reggio.
Le condizioni meteo incerte hanno reso necessario coprire, ma solo per un breve tratto, il sacro e antico dipinto protetto da un telo trasparente.
Questo sabato 12 settembre, quest'anno pienamente coincidente con la celebrazione cattolica del Santissimo Nome di Maria, è dunque, il giorno della discesa della Vara. L'appuntamento più atteso di queste feste mariane, profondamente rattristato dal tragico incidente mortale che nel pomeriggio di ieri ha spezzato la vita di una giovane donna, Anthea Ranieri di soli 23 anni.
Morrone: «O si va insieme o disperdiamo energie»
« Oggi è anche un momento di lutto per la città. C'è l'imponderabile, al di là delle responsabilità. Non siamo padroni di noi stessi. Ci sono tante congiunture e situazioni che ci impediscono di realizzare i nostri sogni , ma se almeno coltiviamo il desiderio di vivere insieme e di collaborare, indipendentemente dalle prospettive, dai colori e dai tifi, penso che questa città possa veramente fare passi da gigante .
Nell'Ave Maria terminiamo dicendo: “Adesso e nell'ora della nostra morte”. Allora io auguro a questa città e ai cristiani che, con la preghiera mariana, proprio perché pensiamo alla morte, possiamo vivere al meglio la nostra vita.
Questa viene sentita come una festa di popolo, ma un popolo innanzitutto cammina insieme. Ognuno di noi ha il suo volto, ognuno ha la sua musica . Abbiamo visto passare la banda: strumenti diversi, però c'è bisogno di concertare il tutto. E questo è faticoso. Il nostro camminare è un esercizio di comunione per noi cristiani, un esercizio di civiltà, di collaborazione e di corresponsabilità.
A me piacerebbe che, dopo questa grande festa, prendessimo un impegno, noi anzi cristianitutto, ma anche i cittadini che si ritrovano in questa festività, anche chi non crede . Partiamo da quell'umano che ci accomuna: aiutiamoci a camminare insieme.
In Calabria, e specialmente qui a Reggio, ci sono tante belle realtà, tante ricchezze, tanta intelligenza e tanta professionalità. Tante volte, però, l'autoreferenzialità, a tutti i livelli sociali, ci impedisce di portare frutto. Questo, allora, è oggi il mio augurio: insieme. O si va insieme o continuiamo a disperdere energie, e questo è negativissimo per i nostri giovani, che sono le nostre speranze oggi, non domani. Fin da adesso. Auguri a tutti», ha dichiarato l'arcivescovo di Reggio – Bova, monsignor Fortunato Morrone.
Cannizzaro: «Reggio unita nella festa e nel dolore»
«È un’emozione sicuramente forte vivere questa giornata da sindaco. Quest’anno per me è ancora più forte perché indosso la fascia di primo cittadino e sento la responsabilità di questa festa: oggi la città consegna alla Madonna le proprie speranze, le preoccupazioni e si raccomanda a Lei. Spera anche che la sua classe dirigente possa essere all’altezza.
Purtroppo, dopo quello che è accaduto nel pomeriggio di ieri, l’emozione di oggi si intreccia inevitabilmente con il dolore.
Questa giornata è rattristata dal tragico avvenimento di ieri pomeriggio, che ci ha segnato profondamente. Per questo abbiamo deciso di interrompere per questa sera i festeggiamenti civili, come era doveroso fare. Un piccolo segnale per dire che questa città deve unirsi quando c’è da festeggiare, ma soprattutto nel momento del dolore. Reggio lo ha sempre fatto e lo farà anche oggi, nel ricordo di una ragazza che ha perso la vita in maniera tragica.
Non ci resta che pregare la nostra Patrona affinché possa accoglierla in cielo e pregare per i suoi familiari. È un lutto che colpisce ogni singolo cittadino di Reggio.
La vita deve andare avanti, così come deve andare avanti questa bellissima e partecipatissima processione, È sempre straordinariamente bello vedere tanta gente, le strade piene di bambini, passeggini e famiglie, esserci per accogliere la Sacra Effigie. Siamo qui insieme, istituzioni religiose, civili e politiche, per accogliere la nostra Madonna, che ancora una volta avrà la grande responsabilità di guidare i nostri processi e le nostre decisioni, affinché possano produrre un beneficio per tutta la collettività», così il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
«Questo è sempre un momento molto importante per la città di Reggio Calabria perché unisce il suo popolo in un cammino che facciamo, come ci suggeriva l'arcivescovo, proprio dietro Gesù con Maria in compagnia di Maria, perché Maria ci conduce sempre a Gesù», così il ministro provinciale dei Frati Cappuccini Minori della Calabria, Francesco Donato.
Ad aprire il corteo, come di consueto, le bande musicali e i complessi bandistici Città di Reggio Calabria, Santamaura di Ortì, Euterpe di Catona, Religione e Patria di Archi, San Demetrio di Mosorrofa. Davanti al museo archeologico nazionale anche l’omaggio della Corale Polifonica Mater Dei di Reggio Calabria.
Le voci delle Istituzioni
«L’emozione è sempre unica, perché la festa della Madonna della Consolazione è un momento in cui tutta la città si ritrova unita da un unico sentimento. Affidare una città alla Madonna vuol dire aiutare chi è caduto a rialzarsi, stargli accanto. Quindi, l’augurio e la preghiera sono che questa città possa risollevarsi con l’aiuto della Madonna», così la vicesindaca di Reggio Calabria, Maria Grazia Arena.
«È un momento di preghiera sempre molto sentito, purtroppo particolarmente triste questa mattina, perché preghiamo anche per una giovane donna che non c’è più e per un ragazzo in gravi condizioni.
Poco fa, davanti al Consiglio regionale, ho deposto dei fiori in omaggio alla vittima di questa tragedia avvenuta ieri. È una tragedia per tutta la città. Ci stringiamo tutti in preghiera», così il presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Cirillo.
«Credo che sia il momento più atteso, perché è quello in cui la nostra Madonna della Consolazione incontra tutti i fedeli. È un’esperienza non solo spirituale, ma anche una grande tradizione. Come ogni anno, noi siamo qui per affidarci al suo sguardo misericordioso e chiederle di accompagnare il nostro cammino di amministratori».Così la senatrice Tilde Minasi.
«È un momento sentito, di straordinaria partecipazione, di devozione, di fede e di unità attorno alla Patrona della città. Oggi è una giornata particolare. Mi unisco al lutto che ha colpito i cittadini reggini per una morte giovanissima e, anche per quanto è successo, rivolgiamo una preghiera alla Madonna. È un momento di unità e di fede dei reggini ed è giusto essere qui. È giusto che anche le istituzioni facciano la loro parte insieme ai cittadini, perché questo è un momento popolare, di valorizzazione del territorio, di unità, di fede e di tradizione attorno alla Madonna della Consolazione», così il senatore Nicola Irto.







