La Calabria torna in piazza contro il caro carburante e l'aumento dei costi che continua a gravare sulle imprese e sui lavoratori. Da Vibo Marina a Catanzaro, la protesta coinvolge autotrasportatori, agricoltori e imprenditori, uniti dalla richiesta di interventi concreti e risposte immediate.
I 15 milioni di euro annunciati dalla Regione Calabria per fronteggiare l'emergenza del caro carburante rappresentano un primo intervento, ma secondo Fedralog Calabria non sono ancora sufficienti per il comparto del trasporto merci. Per questo gli autotrasportatori hanno confermato la mobilitazione di oggi davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.
L'iniziativa arriva proprio nel giorno in cui il provvedimento annunciato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto dovrebbe approdare in Consiglio regionale, dove alle 13 è convocata una conferenza stampa da parte delle opposizioni dal titolo “Legge regionale sui sottosegretari, una battaglia vinta”. Le due cose sono in qualche maniera collegate anche perché da quel provvedimento che dice addio al referendum - la norma cancellerà l'articolo 34-bis dello Statuto che recentemente aveva istituito la figura dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta - si dovrebbero trovare una parte delle economie (7 milioni) per far fronte all’impegno assunto da Occhiuto per fronteggiare l'emergenza determinata dall'aumento del prezzo dei carburanti e sostenere famiglie, imprese e lavoratori alle prese con l'incremento dei costi.
La protesta, tuttavia, non si ferma. A Catanzaro sono circa un centinaio i mezzi pesanti confluiti nel parcheggio della Cittadella, aderendo alla manifestazione organizzata da Fedralog. Presenti anche alcuni agricoltori provenienti da Caraffa e San Floro, che hanno aderito alle ragioni della mobilitazione del movimento Territorio e Agricoltura.
«Noi siamo qui da stamattina alle sette, è una manifestazione pacifica per fare sentire alle istituzioni la nostra presenza», ha spiegato Angelo Derenzo, referente provinciale di Fedralog.
L'obiettivo dei manifestanti è aprire un tavolo di confronto con la Regione per portare successivamente le istanze del comparto al governo centrale. «Stiamo cercando un tavolo di confronto con la governance calabrese per arrivare al governo centrale. Il settore è da diversi mesi in ginocchio, oggi più di ieri», ha aggiunto Derenzo.
Al centro della protesta c'è soprattutto l'incidenza del costo del carburante sull'attività degli autotrasportatori. «Il caro carburante ha inciso il 40%, oggi come oggi abbiamo un costo del 40% in più rispetto ai mesi scorsi», ha sottolineato il referente provinciale di Fedralog.
Parallelamente, a Vibo Marina la protesta è iniziata già nella notte. Agricoltori e imprenditori hanno organizzato un presidio nei pressi dei depositi di carburante di viale delle Industrie, uno dei principali snodi per l'approvvigionamento della regione.
I manifestanti hanno fermato i mezzi diretti ai depositi o in uscita dalle strutture Eni e Meridionale Petroli, portando al centro dell'attenzione le difficoltà legate all'aumento dei costi di produzione e di trasporto.
Due presidi diversi, dunque, ma una richiesta comune: ottenere misure capaci di incidere concretamente sull'emergenza carburante. Da una parte gli autotrasportatori chiedono risposte per un settore che considera sempre più pesante il costo del gasolio; dall'altra agricoltori e imprenditori denunciano l'impatto dell'aumento dei prezzi sull'intera filiera produttiva.
I 15 milioni annunciati dalla Regione rappresentano quindi il primo elemento di confronto istituzionale, mentre la mobilitazione di oggi punta a ottenere ulteriori risposte e un confronto diretto sul futuro del comparto.