Nel centro della Piana si è registrata una inquietante escalation. Dopo le gravi minacce subite nei giorni scorsi dal primo cittadino, ignoti hanno preso di mira l'abitazione del precedente amministratore locale: «Se pensano di fermarmi, hanno sbagliato di grosso»
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Momenti di forte preoccupazione a Gioia Tauro, dove nelle ultime ore si è registrata una inquietante escalation di episodi contro le istituzioni locali. Dopo l'atto intimidatorio subito nei giorni scorsi dal sindaco in carica, Simona Scarcella, anche l'ex primo cittadino, Aldo Alessio, è finito nel mirino. Nella notte tra mercoledi e giovedi, ignoti hanno vandalizzato l'ingresso dell'abitazione estiva di Alessio in Via Cavour nel quartiere Marina. Un gesto che, sommato al precedente episodio, getta un'ombra preoccupante sul clima politico e sociale della città.
Entrambi gli episodi sono stati tempestivamente denunciati alle autorità competenti, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili. La comunità di Gioia Tauro ha risposto con fermezza, esprimendo forte solidarietà e vicinanza sia a Simona Scarcella che ad Aldo Alessio. Il mondo politico e la cittadinanza si sono uniti nel condannare fermamente questi atti di violenza, che rappresentano un attacco all'intero vivere civile.
Aldo Alessio: «Se pensano di fermarmi hanno sbagliato di grosso»
Per conoscere meglio la dinamica dei fatti abbiamo contattato telefonicamente l'ex sindaco, Aldo Alessio.
«È accaduto tutto alle quattro del mattino mentre dormivo con la famiglia in
un sonno profondo - ci ha spiegato Alessio-. A un certo punto ho sentito questi rumori di pietre lanciate al portone di casa mia. Hanno rotto anche delle alette delle persiane che sono cadute all'interno. In un certo modo, sono stato anche fortunato, perché la macchina non l’avevo parcheggiata davanti casa, altrimenti l'avrebbero distrutta completamente. Ho informato subito i Carabinieri che sono venuti a fare il sopralluogo. Se qualche vigliacco pensa di farmi paura o di limitare la mia costante azione a tutela della libertà della città e dei cittadini, si sbaglia di grosso.
La vergogna di queste cose, e che sappiamo tutti da tantissimi anni, è che agiscono delle bande che su determinati ordini vanno a fare atti vandalici. Non è una novità per la Marina di Gioia Tauro, non è una novità per me, anche negli anni passati sono accaduti. In qualche modo, bisogna mettere un freno e cercare di sconfiggere questa violenza. Sono tanti i cittadini che subiscono violenze, atti vandalici, e hanno paura di parlare e denunciare. C'è un clima avvelenato. Bisognerebbe essere tutti dalla stessa parte, che è un po' difficile a Gioia Tauro, perché non tutti siamo puliti al
100%. Se tu vuoi sconfiggere la delinquenza, la ‘ndrangheta, devi essere dalla stessa parte, non possiamo essere divisi in mille rivoli».


