Visitabile fino al prossimo 3 maggio l’esposizione curata da studentesse e studenti dell’ateneo reggino. Un originale e sapiente intreccio tra i reperti di palazzo Piacentini e gli inconfondibili motivi magno-greci degli abiti del genio indiscusso della moda. Sarà a a tema anche il “volto notturno” di palazzo Piacentini
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"Cercando le memorie di quell'antica cultura, frequentavo il Museo di Reggio: uno splendido edificio progettato da Marcello Piacentini tra il 1939 e il 1941, inaugurato soltanto nel '56. C'erano i piccoli bronzi che risalivano a migliaia di anni prima di Cristo, frammenti di colonne, le statue ritrovate nel Santuario di Persefone a Locri, oggi la Testa del filosofo, i Bronzi di Riace, che il lungo restauro ha riportato al loro splendore, sono i dominatori incontrastati di quel luogo e mi chiedo se il mistero che da bambino mi sembrava racchiudesse il mare non fosse la presenza silenziosa di quei due guerrieri, belli di una bellezza quasi feroce e sovrumana". Gianni Versace: gli archetipi e le trame, Kaleidon, Reggio Calabria, 1998
Una sfilata sui generis, solo apparentemente inanimata e invece traccia viva di un’antichità preziosa, quella dei motivi dell’arte magno-greca con cui il genio della moda Gianni Versace ha vestito il mondo.
Fantasie dei suoi abiti dai chiari rimandi classici di cui sono stati rintracciati e riprodotti su pannelli i reperti del museo archeologico nazionale di riferimento.
Una passerella insolita, frutto di una greca che scomponendosi fonde l’antico, il moderno e il contemporaneo, tracciando un percorso spigoloso ma non ostile e invece accogliente e assai elegante, in armonia con le linee dell’installazione di Alfredo Pirri in piazza Paolo Orsi.
Inaugurata oggi a palazzo Piacentini l’esposizione “Mediterranee Architetture e Design per Gianni Versace”, curata dal dipartimento di Architettura e Design (dAeD) dell’università Mediterranea, visitabile fino al prossimo 3 maggio 2026 con ingresso libero.
«Un contributo che ci inorgoglisce particolarmente e che arricchisce il programma espositivo della mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, allestita insieme a Sabina Albano, visitabile fino al prossimo 19 aprile. Una proroga è possibile ma al momento non ancora certa. Siamo particolarmente contenti che l’università Mediterranea abbia risposto all’invito che aveva rivolto al territorio per contribuire a valorizzare questo tributo a Gianni Versace e che lo abbia fatto con tali entusiasmo e competenza», ha sottolineato il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, che nella sala conferenza del Museo questa mattina ha introdotto la presentazione della mostra con il rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, e con i coordinatori del progetto Tommaso Manfredi e Consuelo Nava, anche direttrice del dipartimento Architettura e Design (dAeD) dell’ateneo reggino.
«Da cittadino, prima ancora che da rettore, devo riconoscere alla direzione di Fabrizio Sudano un’apertura al territorio che sta generando sinergie molto positive. In particolare questa esposizione è un motivo di grande orgoglio nel contribuire a valorizzare questo percorso identitario nel segno di Gianni Versace. Farlo in questo, che è un museo nazionale e che, senza che ciò sia scontato, sentiamo ormai sempre più casa, rende questa esperienza ancora più significativa», ha sottolineato il rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, che con il direttore Sudano ha già sottoscritto una convenzione nell’ambito della quale collaborazioni fruttuose come questa si inquadrano.
Un’iniziativa che si richiama alla terza missione dell'Università rivolta al territorio e che ha il primato di assoluto rilievo di consentire a studenti e studentesse dell’ateneo reggino di esporre in un museo nazionale che è anche quello della loro città.
«Un successo che è frutto di grandi complicità e unità di intenti e di una collaborazione che è stata davvero molto emozionante. Merito al talento dei nostri giovani, alla competenza dei nostri docenti e soprattutto alla grandezza dell’opera di Gianni Versace», ha messo in evidenza Tommaso Manfredi, coordinatore del progetto insieme a Consuelo Nava, anche direttrice del dAeD: «Un progetto che ci rende molto fieri perché rispecchia la scelta forte e chiara che abbiamo compiuto di costruire il futuro qui sul territorio e con il territorio. Hanno lavorato davvero in tanti e ne siamo contenti ma soprattutto sono protagonisti le nostre studentesse e i nostri studenti. Veniamo all’esposizione. Un red carpet e una sfilata di moda straordinari che, richiamando specifici reperti, valorizzano le trame con cui Gianni Versace ha immaginato i suoi abiti e li ha realizzati. Gli studenti di Architettura e Design hanno dimostrato così cosa si fa dentro la scuola. Adesso lo offrono alla cittadinanza e al territorio che potrà guardare anche con altri occhi ai tesori custoditi nel museo della Città».
Un omaggio a Gianni Versace da parte di giovani futuri architetti e designer che nella sua opera riconoscono e rievocano le visioni delle comuni radici mediterranee. Il tributo prende forma proprio nel luogo che più di ogni altro esprime la sua personale concezione e definizione del passato come "via per il futuro": è il pensiero comune di Alessio Umberto Alderucci, Nino Eliseo Allone, Federica Calabrese, Alfonso Costantino, Giovanni Germano, Sara Guarino, Giuseppe Marchese, Giovanni Pio Mollura, Sergii Shulika, le studentesse e gli studenti dei tre corsi di studio, magistrale a ciclo unico in Architettura, triennale in Design e magistrale in Design per le Culture mediterranee coinvolti nel progetto.
«Abbiamo reinterpretato la carriera di Gianni Versace. Ci siamo soffermati sugli stilemi che hanno segnato le sue collezioni e li abbiamo messi a confronto con il patrimonio del nostro museo. Abbiamo individuato i reperti che avessero delle assonanze e li abbiamo messi in relazione con gli abiti», ha spiegato Alfonso Costantino, studente al quinto anno del corso di laurea magistrale in Architettura.
«Dopo aver decomposto una greca, nei vari pezzi abbiamo inserito dei pannelli in cui sono stampati questi abiti adattati all’immagine di statue di stile classico. Accanto abbiamo riprodotto anche l’immagine il reperto di riferimento», ha spiegato ancora Giovanni Pio Mollura, studente al quinto anno del corso di laurea magistrale in Architettura.
I giovani hanno lavorato sotto la supervisione del comitato scientifico e curatoriale composto da Marinella Arena, Francesco Armato, Alessandra Barresi, Nino Sulfaro e Marina Tornatora, coordinato da Tommaso Manfredi e da Consuelo Nava, direttrice del dAeD. Prezioso il contributo delle architette Giusy Cassalia e Claudia Ventura, componenti dello staff della direzione del Museo.
“Mediterranee Architetture e Design per Gianni Versace” è un originale e sapiente intreccio tra i reperti di palazzo Piacentini e gli inconfondibili motivi magno-greci degli abiti del genio indiscusso della moda da approfondire anche in un sito al quale rimanda apposito qr code e che si completa con la facciata di palazzo Piacentini che la sera sarà animata da nuove e suggestive proiezioni immersive
«Al centro del nostro lavoro sono state le radici magno-greche, ispirazione di cui Gianni Versace è sempre stato orgoglioso e di cui ha sempre parlato. La serie di installazioni nello spazio della corte Paolo Orsi e anche la proiezione che verrà fatta sulla facciata di palazzo Piacentini sono frutto di una ricerca e di un lavoro corali volti a rintracciare i punti di contatto tra queste sue radici e tutto l'immaginario che lo ho reso così straordinariamente creativo», ha sottolineato la componente del comitato scientifico e curatoriale dell’esposizione, Marina Tornatora.
«L’opera di video mapping che sarà proiettata all’esterno proporrà grafiche studiate e realizzate dagli studenti al secondo anno del corso di Design di secondo anno. Creato un ordine gigante che enfatizza l'architettura di Piacentini e al tempo stesso rimanda alle texture, ai colori, allo stile di Gianni Versace, per cui colonne giganti saranno rivestite con queste texture coloratissime, vibranti come lo stile di Gianni Versace», ha concluso la componente del comitato scientifico e curatoriale dell’esposizione, Marilena Arena.
“Reggio il regno, dove è cominciata la favola della mia vita la sartoria di mia madre la boutique di alta moda, il luogo dove da piccolo cominciai ad apprezzare l'Iliade dell'Odissea, l'Eneide dove ho cominciato a respirare l'arte della Magna Grecia”- Gianni Versace




















