Un’adesione superiore all’80%, con quasi tutti i dipendenti comunali presenti alla manifestazione davanti al municipio. Lo sciopero indetto dalla Fp Cgil di Reggio Calabria apre una nuova fase nella vertenza che da anni coinvolge i lavoratori del Comune di Bagnara Calabra, in attesa del pagamento di una parte rilevante del trattamento accessorio.

Al centro della protesta ci sono la produttività maturata negli ultimi cinque anni, gli arretrati relativi alle specifiche responsabilità e i buoni pasto, che secondo il sindacato continuano a essere erogati «a singhiozzo». Una mobilitazione partecipata, che restituisce la misura di un malcontento ormai diffuso all’interno dell’Ente.

«Siamo particolarmente soddisfatti perché la partecipazione è stata superiore all’80% e c’era veramente quasi tutto il Comune», spiega ai nostri microfoni Francesco Callea, segretario generale della Fp Cgil dell’Area metropolitana di Reggio Calabria. «Un’adesione così elevata non è affatto banale: significa che i lavoratori sono stanchi. Questa vertenza non è nata ieri, ma va avanti da molto tempo».

Il confronto con il sindaco

Durante la protesta anche il sindaco Adone Pistolesi ha incontrato i dipendenti, esprimendo vicinanza alle ragioni dello sciopero e assicurando il proprio impegno per il riconoscimento delle somme dovute. Una posizione accolta positivamente dalla Cgil, che chiede però il passaggio dalle parole agli atti concreti.

«Apprezziamo lo sforzo del sindaco, ma adesso bisogna dare risposte – sottolinea Callea –. Non è sufficiente dire ai lavoratori: “Non vi paghiamo, mi dispiace e vi sono vicino”, quando poi si dirige la struttura che non provvede ai pagamenti. Se vogliamo, è un controsenso. Attendiamo un riscontro che sia qualcosa in più del semplice “vi sono vicino”».

La questione, secondo il segretario generale, supera lo scontro politico e investe direttamente il funzionamento della macchina amministrativa.

«Ho parlato con il sindaco, che mi ha trasmesso un prospetto con l’analisi della situazione. Più che un problema esclusivamente politico, qui esiste un problema burocratico e amministrativo. Bisogna intervenire con decisione su chi gestisce queste procedure all’interno del Comune e trovare finalmente una soluzione».

Callea richiama anche la condizione economica dei dipendenti degli enti territoriali, inseriti nel comparto delle Funzioni locali, tra quelli caratterizzati dalle retribuzioni più contenute della Pubblica amministrazione.

«Accanto allo stipendio base esiste il trattamento accessorio, che rappresenta una componente importante della retribuzione e consente ai lavoratori di vivere più dignitosamente. A Bagnara, però, una parte di queste somme non viene corrisposta da anni. Parliamo di persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Comune e i servizi alla cittadinanza».

La Fp Cgil attende quindi un intervento risolutivo. In assenza di risposte, il sindacato è pronto a verificare direttamente la disponibilità delle risorse e ad avviare una nuova fase della vertenza.

«Presenteremo un accesso agli atti per conoscere lo stato delle somme accantonate e destinate al pagamento delle competenze accessorie – annuncia Callea –. Il sindacato deve fare il sindacato. Se non verranno individuate altre soluzioni, procederemo per le vie legali, rivolgendoci al giudice del lavoro».

Pistolesi: «Procedure di liquidazione in corso»

Il sindaco Pistolesi, dal canto suo, ha precisato che la procedura per la liquidazione delle spettanze accessorie relative alle annualità 2020, 2021 e 2022 è in corso. Il primo cittadino, insediatosi il 14 giugno 2022, evidenzia come l’attuale Amministrazione abbia dovuto affrontare situazioni maturate in larga parte negli anni precedenti.

Secondo Pistolesi, alcune componenti del trattamento accessorio, pur essendo previste dalla contrattazione collettiva e dal sistema di misurazione e valutazione della performance, non sarebbero mai state concretamente riconosciute e liquidate dalle precedenti amministrazioni.

«Restano ancora procedure da completare e stiamo lavorando affinché vengano definite nel più breve tempo possibile», assicura il sindaco, ribadendo che l’Amministrazione continuerà a operare per garantire tutte le spettanze legittimamente dovute.

Sui buoni pasto Pistolesi riconosce la fondatezza delle sollecitazioni dei dipendenti, sostenendo che debbano essere corrisposti mensilmente e non ogni cinque, sei o sette mesi. Alla fine di agosto, riferisce, sarebbero stati pagati quelli maturati fino ad aprile 2026.

Il primo cittadino rivendica inoltre la stabilizzazione a tempo indeterminato di 19 tirocinanti Tis, formalizzata l’11 settembre, definendola uno degli obiettivi maggiormente perseguiti dall’Amministrazione. «Quando una causa è giusta e legittima – afferma – si sta dalla parte dei diritti dei lavoratori, nel rispetto della libertà di dissenso e di sciopero».

L’opposizione: «Disparità di trattamento»

Sulla vertenza interviene anche La Bagnara che VogliAmo, che sui propri canali social scrive un post definendo lo sciopero «il segnale evidente di un disagio profondo, maturato nel tempo» e chiede chiarimenti immediati, trasparenza e l’apertura di un confronto serio con il personale e le rappresentanze sindacali.

Per il gruppo di opposizione, la disparità di trattamento non riguarderebbe soltanto i dipendenti comunali, ma sarebbe riscontrabile anche nella distribuzione dell’acqua, nella manutenzione delle strade, nella pulizia degli spazi pubblici e nell’attenzione riservata ai diversi quartieri e alle frazioni.«A Bagnara si rafforza la percezione inaccettabile che esistano cittadini, lavoratori e territori di serie A e di serie B», sostiene il gruppo.

Posizioni diverse, dunque, ma una vertenza che adesso attende risposte concrete: dopo la forte partecipazione allo sciopero, per i lavoratori il tempo delle rassicurazioni sembra ormai concluso.