«Grandi novità all’insegna della tecnologia e dell’avanguardia per un aeroporto che attendeva questo momento da tempo e che finalmente si mette al passo con il resto d’Europa.

Sono delle doverose integrazioni di quelli che sono i sistemi di controllo che, in questo caso, per quanto riguarda l’aeroporto di Reggio, adottano le più moderne tecnologie per gli aspetti radiogeni. Si tratta – ha dichiarato amministratore delegato di Marco Franchini, prima del taglio del nastro del nuovo terminal partenze dell’Aeroporto dello Stretto –  di un apparato di ultimissima generazione, addirittura superiore a quello di Roma Fiumicino, che può essere attraversato senza estrarre device e computer e che consente di trasportare fino a due litri di liquidi. Questo accelera tutte le operazioni e snellisce l’attraversamento di zone che solitamente rappresentano un tappo per il flusso operativo dello scalo.

L’investimento è stato importante soprattutto perché abbiamo accorpato la prima e la seconda fase. Mentre il progetto prevedeva a dicembre il completamento solo di un’area, abbiamo voluto anticipare i tempi aggiungendo la realizzazione dell’impianto relativo alle sale di imbarco, che sarà proprio la facciata della nuova aerostazione.

Abbiamo già bandito la gara per il progetto che prevederà l’intervento nella zona arrivi. Quello che inauguriamo oggi riguarda solo la zona imbarchi, ma il nostro progetto è completo e comprende il rifacimento dell’intera aerostazione.

L’aspetto più importante di questo intervento è che, nelle sue linee guida, può essere rappresentato come una infrastruttura all’avanguardia, con una grandissima attenzione alle esigenze di carattere sismico. Questo terminal è stato progettato con un coefficiente cinque volte superiore rispetto al terremoto che si è verificato all’Aquila, quindi con una particolare attenzione sotto questo aspetto, essendo in una zona altamente sismica.

Il progetto si basa inoltre su un importante intervento relativo all’illuminazione.

L’altro elemento fondamentale è la grande vela fotovoltaica che spicca sulla terrazza, uno spazio che in futuro potrà essere adibito a luogo di ricreazione, svago e anche attività convegnistiche, direttamente raggiungibile con un ascensore dai parcheggi. Una zona in copertura che non sarà destinata ai passeggeri, ma alla città. Sarà una delle terrazze più belle da cui godere dello Stretto.

Lo stesso progetto ha un’inclinazione di dieci gradi proprio per abbracciare la Sicilia.

Quello che abbiamo voluto realizzare è un’infrastruttura che, anche nei dettagli, possa caratterizzarsi rispetto a tutti gli aeroporti europei. Anche più grandi, anche più importanti, ma il nostro resta piccolo e bellissimo.

Oltre alla bellezza, c’è anche un importante impatto sul controllo della qualità ambientale, perché scegliere di installare impianti fotovoltaici e ridurre il consumo energetico significa avere attenzione anche per la città.

Sono tutti messaggi virtuosi che chi attraverserà questo scalo potrà cogliere.

Per quanto riguarda il completamento complessivo dell’opera non mi spingo a fare previsioni precise, ma il tempo ipotizzato è di 22 mesi».