La quinta edizione conferma il respiro nazionale dell’evento: tatuatori da tutta Italia, nuove generazioni e un format che unisce arte, musica e promozione del territorio nella cornice dell’Altafiumara
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Un evento che cresce, si consolida e ridefinisce il proprio linguaggio. La Reggio Calabria Tattoo Convention torna per la sua quinta edizione e si conferma come uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama nazionale, capace di superare i confini del tatuaggio per trasformarsi in uno spazio culturale più ampio.
Il 28 e 29 marzo, nella cornice dell’Altafiumara, artisti, pubblico e operatori del settore si incontreranno in un contesto che punta sempre più sull’esperienza e sulla qualità.
«Siamo arrivati alla quinta edizione, un evento ormai riconosciuto anche a livello nazionale», ha dichiarato Carmelo Romeo, assessore alla Programmazione del Comune di Reggio Calabria, presente per l’amministrazione comunale che ha patrocinato l’iniziativa. «Non è un evento di nicchia, ma un evento a 360 gradi: tocca l’arte, la cultura, la musica, l’aggregazione».
Un passaggio che chiarisce la direzione intrapresa dalla manifestazione, che si inserisce anche in una strategia più ampia di valorizzazione del territorio.
«Chiunque arriva nei nostri territori diventa automaticamente ambasciatore delle nostre bellezze. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione», ha aggiunto.
A spiegare l’identità dell’evento è Adele Sergi, socia fondatrice dell’associazione TAAG, che cura l’organizzazione della convention.
«Queste manifestazioni di solito si svolgono in grandi capannoni, facendo numeri importanti ma curando poco l’aspetto estetico», ha raccontato. «Noi abbiamo voluto fare qualcosa di diverso, scegliendo una location che desse un carattere distintivo anche attraverso la bellezza del luogo».
Una scelta che incide direttamente sull’esperienza del pubblico.
«Non si viene solo per tatuarsi, ma per vivere la giornata: mangiare, ascoltare musica, godersi il panorama. È un’esperienza diversa».
La quinta edizione segna anche un rinnovamento nella composizione degli artisti coinvolti.
«Quest’anno circa il 50% dei tatuatori presenti non ha mai partecipato a una convention», ha spiegato Tiziana Gatto, presidente dell’associazione TAAG. «Questo permette di dare spazio alle nuove generazioni e offrire al pubblico stili diversi».
Accanto ai nuovi nomi, anche momenti simbolici.
«Avremo con noi la famiglia di Gian Maurizio Fercioni, uno dei tatuatori più importanti d’Italia. È un omaggio che abbiamo voluto fortemente».
Il tatuaggio resta il centro, ma l’impianto dell’evento è sempre più ampio. Writer al lavoro dal vivo, body painting, fotografia e DJ set contribuiscono a costruire un ecosistema creativo in cui linguaggi diversi convivono.
«Vogliamo consolidare l’idea di un evento culturale a 360 gradi», viene ribadito dagli organizzatori. «Le persone devono poter entrare anche senza tatuarsi, ma avere la possibilità di conoscere questo mondo e avvicinarsi in modo consapevole».
A chiudere il quadro è la visione artistica.
«Il nostro obiettivo è far stare bene il pubblico», ha sottolineato Gennaro Venanzi, direttore artistico della Reggio Calabria Tattoo Convention. «Non bisogna per forza tatuarsi: si può venire, bere qualcosa, mangiare, ascoltare musica e godersi il panorama».
Una dimensione che va oltre il format tradizionale delle convention e che contribuisce a costruire un racconto diverso della città.
Tra arte, paesaggio e nuove generazioni, la Tattoo Convention continua così a crescere come spazio di incontro e di visione, capace di mettere insieme esperienze, linguaggi e pubblico in un unico racconto condiviso.

