«Odio il premierato e odio l’autonomia differenziata. Sono due caz… inaudite». Lo ha detto il segretario nazionale di Alternativa Popolare e sindaco di Terni Stefano Bandecchi incontrando, con ilcoordinatore regionale Calabria Massimo Ripepi e con il coordinatore cittadino Massimo Morgante, i giornalisti a Villa San Giovanni, nel corso di un tour tra le due sponde dello Stretto che concluderà stasera a Reggio Calabria con un comizio.

«Vi siete accorti – ha aggiunto – che da quando c’è il maggioritario in Italia siamo andati veramente a scatafascio. Con il proporzionale e anche con tre governi l’anno siamo arrivati a essere la quarta potenza industriale del mondo. Il mio caro amico Berlusconi con il maggioritario ha sbagliato».

«Il Ponte sullo Stretto? Così non sta in piedi»

«Ho incontrato in questo tour moltissime persone che hanno solo da perdere dalla costruzione del ponte, perché abitano nella zona dove dovrà essere costruito. Abitano in case che dovranno essere abbattute. Ho visto però molta intelligenza. Prima di tutto, la struttura vera del ponte oggi non è garantita perché la maggior parte degli ingegneri affermano che servono invenzioni nuove da progettare. Il ponte così come è concepito non sta in piedi. Non ci sono le tecnologie adatte per reggere una campata di 3300 metri – ha detto Bandecchi – Posso dirla con franchezza? – ha aggiunto – Questo ponte così come è ipotizzato adesso, no. Un ponte costruito con la giusta tecnologia e che sta in piedi e che ci farà fare una grande figura perché no? E così la pensano molte persone di questa zona».

«Il ponte – ha detto Bandecchi – serve fino al giorno 8/9, i giorni del voto. Chiusi i seggi elettorali, si creeranno tre o quattro ufficetti qua e là. Andranno avanti sei, sette mesi, un anno. Tutti, poi, si scorderanno del ponte, si dirà che non si può fare. Così come avviene, mi sembra, fin dagli anni cinquanta. Smettiamo di giocare. Il ponte è un sogno. È qualcosa che non sarà realizzato da questo governo, perché non ne ha la capacità».

«Villa San Giovanni è un posto politicamente strategico: i nostri governatori fanno promesse e gettano fumo negli occhi della gente per questioni politiche senza tenere conto della realtà. Il Ponte è un’infrastruttura importantissima per lo sviluppo della Calabria e dell’intera Italia, ma va realizzato con i giusti criteri e prendendo in considerazione cittadini e territorio!”, ha dichiarato Massimo Ripepi che ha poi fatto un appunto sulle Elezioni Europee 2024. «In ogni caso, Stefano Bandecchi parla sempre di competenze di imprenditoria (e nel tempo ha dimostrato di saperlo fare), ma la prima qualità del nostro leader nazionale è il coraggio! Oggi per rivoluzionare l’Italia dobbiamo radunare un gruppo di persone coraggiose, libere e forti perché le competenze le hanno in tanti, ma nessuno ha il coraggio di prendere una parte della propria vita privata e consacrarla all’interesse pubblico (così come ha fatto Bandecchi). Noi abbiamo il coraggio di fare ciò che va fatto! Se qui a Villa ci fosse stato un sindaco coraggioso oggi la Città non sarebbe così sfregiata».

«Stefano rappresenta un modello e lo è soprattutto per i giovani! – ha puntualizzato Ripepi raccontando poi un aneddoto – Vi è mai capitato che un ragazzo voglia incontrare Tajani o Calenda perché li ritengono i propri supereroi!? Oggi arriveranno ragazzi, che mi hanno telefonato, perché vogliono incontrare il loro ‘idolo’ Bandecchi! Ecco, questo sta succedendo: che i ragazzi lontanissimi oggigiorno dalla politica vogliono incontrare Stefano perché lo ritengono il loro ‘eroe’… è diventato un modello. E questa è una cosa emblematica ed importantissima! E’ venuto a Reggio senza tapparsi il naso, come fanno tutti gli altri: la garanzia di questo progetto sta proprio nel nostro Leader che incarna  i valori della democrazia cristiana e che ci aiuterà a difendere ed avviare questa Rivoluzione del bene».

«Non possiamo essere terra di conquista per gente che viene dal Nord e che ci impone opere in casa nostra senza conoscere nulla del nostro territorio!” – ha concluso così il coordinatore cittadino di Alternativa Popolare di Villa San Giovanni, Massimo Morgante che ha subito proseguito: «Ho deciso di sposare il partito di Alternativa Popolare perché ho visto in Stefano Bandecchi il coraggio di voler scendere in campo, in politica per servire la propria nazione. Ho inoltre il piacere di condividere l’azione politica nello stesso partito di Massimo Ripepi per proseguire un dialogo costruttivo per la nostra terra».