Il Tito Minniti prova a diventare davvero l’Aeroporto dello Stretto. E questa volta il punto non riguarda soltanto voli, rotte e numeri dei passeggeri. La partita si sposta sui collegamenti con Messina, con due infrastrutture delle quali a Reggio si discute da anni: il pontile aeroportuale e la stazione ferroviaria.

A rilanciarle è stato il sindaco Francesco Cannizzaro durante la conferenza stampa sul futuro dello scalo reggino. E sul pontile, soprattutto, qualcosa sembra essersi già mosso. «La mia struttura tecnica sta lavorando col presidente Vigna per elaborare un progetto che è stato già sposato dall’amministrazione comunale di Messina», ha spiegato il sindaco. Un lavoro, dunque, già avviato insieme a Sacal e che nasce anche dal confronto avuto nelle scorse settimane con il primo cittadino di Messina Federico Basile. Un incontro istituzionale durato circa tre ore durante il quale, racconta Cannizzaro, sono stati messi «nero su bianco tre-quattro punti strategici per far connettere le due aree metropolitane». Uno dei primi riguarda proprio il Tito Minniti: «Tra le prime cose che andremo a realizzare sarà l’attivazione del pontile dell’aeroporto di Reggio Calabria».

Una vecchia storia reggina, quella del pontile. Se ne parla praticamente da quando è stato realizzato, con diversi tentativi di trasformarlo nella porta d’ingresso allo scalo per i passeggeri provenienti dalla Sicilia. Adesso Comune e Sacal provano a rimettere concretamente mano al progetto. Cannizzaro, su questo, non risparmia una stoccata al passato: «Per dodici anni si è narrata in questa città un’Area integrata dello Stretto mai attuata». E rivendica il cambio di passo nei rapporti con Palazzo Zanca: «Con il sindaco di Messina abbiamo già fatto qualche passo avanti».

Il progetto dovrà inevitabilmente allargarsi. L’idea è quella di coinvolgere Regione Calabria, Città Metropolitana, Comune di Messina e Regione Siciliana, costruendo attorno al collegamento marittimo un sistema stabile che renda il Tito Minniti realmente accessibile dalla sponda siciliana. Una prospettiva sulla quale anche Roberto Occhiuto ha fissato un obiettivo decisamente ambizioso: «Dobbiamo fare dell’aeroporto di Reggio Calabria l’aeroporto di Taormina, dobbiamo fare dell’aeroporto di Reggio Calabria l’aeroporto delle Eolie». Check-in diretto in Sicilia, poi aliscafo per San Gregorio e via direttamente alle partenze aeroportuali.

Ma il mare è soltanto una parte della partita. Perché Cannizzaro ha riaperto anche un altro dossier rimasto per anni sospeso: la stazione ferroviaria dell’aeroporto. «Prima ancora della pausa estiva abbiamo già fatto un incontro a Roma con Ferrovie», ha rivelato il sindaco. Anche qui si parte da un’infrastruttura già esistente: «C’è una stazione mai utilizzata sottostante l’aeroporto e sicuramente sarà una delle infrastrutture strategiche che riusciremo a connettere». Il vantaggio, almeno sulla carta, è evidente. Non bisogna costruire una nuova linea o una nuova stazione. «È un’infrastruttura che esiste già e non dobbiamo realizzarla. Va solo attivata, ma lo dobbiamo fare con Ferrovie», ha sottolineato Cannizzaro. La sfida sarà tutta nel collegare stabilmente il terminal aeroportuale con la stazione ferroviaria che si trova lungo la linea di costa, all’opposto rispetto all’aeroporto. E il ragionamento diventa quasi consequenziale: «Se lo facciamo via mare, evidentemente non possiamo non farlo con l’accesso ferrato». Pontile, ferrovia e una viabilità aeroportuale che dovrà essere ridisegnata anche attraverso gli investimenti già programmati sul Tito Minniti. È su questi tre fronti che si gioca adesso una parte importante della strategia di Comune e Sacal.

Per anni l’espressione “Aeroporto dello Stretto” ha raccontato soprattutto un’ambizione. La partita che Cannizzaro, Vigna e Occhiuto stanno provando ad aprire, e che hanno illustrato in conferenza stampa, è quella di trasformarla in collegamenti reali, partendo da Messina e da due infrastrutture che Reggio possiede già, ma che finora non è mai riuscita a sfruttare davvero.