Il partito esprime solidarietà al capogruppo di Cittanova Civica e si appella al prefetto: «Siano adottate tutte le misure necessarie a garantirne la sicurezza»
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Microphones are set on a table before a press conference of former Prime Minister and leader of the Democratic Party (PD), Matteo Renzi, a day after Italy's general elections on March 5, 2018 at the PD headquarters in Rome. The centre-left coalition led by Renzi's Democratic Party (PD), in power going into the elections, is set to pick up just 23.6 percent of the vote in Sunday's election, down on the last polling figures allowed before the election and a huge blow to the PD's chances of being part of the next government. / AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Il Partito democratico di Cittanova esprime «piena e incondizionata solidarietà» al consigliere comunale e capogruppo di Cittanova Civica, Anselmo La Delfa, che, secondo quanto riferito dal partito, sarebbe da tempo destinatario di attacchi personali, aggressioni verbali, intimidazioni e minacce, diffuse anche attraverso i social network.
«Quello che sta accadendo non ha nulla a che vedere con il confronto politico – afferma il Pd cittanovese –. Non siamo di fronte a una diversa opinione, a una critica o a una legittima contrapposizione politica, ma a una serie reiterata di attacchi personali e intimidatori».
Secondo quanto ricostruito nella nota, l’ultimo episodio si sarebbe verificato nei giorni scorsi, prima nella villa comunale e successivamente durante una diretta trasmessa su Facebook. Sulla stessa pagina sarebbero comparsi anche commenti contenenti minacce di morte. Circostanze che La Delfa avrebbe denunciato alle autorità competenti e pubblicamente durante una seduta del Consiglio comunale.
Il Partito democratico parla di «un ulteriore salto di qualità» e respinge qualsiasi tentativo di condizionare l’attività amministrativa attraverso pressioni personali: «Basta con le intimidazioni, con le aggressioni personali, con le campagne di denigrazione e con le minacce. Le istituzioni democratiche non possono essere sottoposte a ricatti, pressioni o condizionamenti».
«Chiunque ritenga di avere diritto a un provvedimento amministrativo – prosegue la nota – dispone degli strumenti previsti dalla legge: può presentare istanze, ricorsi e osservazioni oppure rivolgersi agli organi competenti. Non può pretendere di conseguire interessi personali attraverso minacce, campagne di odio o intimidazioni nei confronti di amministratori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni».
Per il Pd, la situazione avrebbe ormai compromesso la serenità dell’attività amministrativa e «avvelenato il clima dell’intera comunità cittadina», coinvolgendo anche la famiglia del consigliere. Il partito ricorda inoltre che analoghe pressioni avrebbero interessato in passato l’ex sindaco Francesco Cosentino e altri amministratori comunali.
Da qui la richiesta rivolta alle autorità competenti affinché intervengano tempestivamente per garantire la sicurezza del consigliere La Delfa e di quanti possano essere esposti a condotte analoghe. In particolare, il Pd lancia un appello al prefetto di Reggio Calabria «affinché la situazione venga valutata con la massima attenzione e siano adottate tutte le misure necessarie a garantire al dottor La Delfa la piena tutela e la possibilità di esercitare il proprio mandato senza intimidazioni, minacce o condizionamenti».
La solidarietà viene estesa anche ai rappresentanti delle istituzioni locali, ai dipendenti comunali, alle forze di polizia, alla magistratura, alle organizzazioni politiche e sindacali, alle associazioni e ai professionisti che nel tempo sarebbero stati destinatari di campagne di aggressione e denigrazione.
«La difesa delle istituzioni non è una questione di appartenenza politica, ma una responsabilità democratica – conclude il Partito democratico di Cittanova –. Le istituzioni non si ricattano, le decisioni amministrative non si comprano con le intimidazioni. La democrazia non si piega alla pressione di nessuno. Cittanova non si piega».

