«Mai avrei pensato di vedere leader ed esponenti del centrosinistra esultare per una vittoria elettorale – e schiacciante – della destra. Le elezioni in Ungheria hanno letteralmente spazzato via il centrosinistra, che è ormai del tutto scomparso, il Parlamento è composto ora solo da eletti di destra, ma i nostri avversari sono arrivati a gioire per questo risultato, nonostante rappresenti la propria disfatta. L’importante, per loro, è solo continuare a definire Orbàn “dittatore”. Anche di fronte a fatti inconfutabili: la sua sconfitta e il modo in cui l’ha accolta».

Inizia così una nota della Senatrice della Lega, Tilde Minasi, che commenta le elezioni ungheresi.

«Un dittatore che perde le elezioni e si fa da parte, riconoscendo la legittimità del voto popolare e addirittura telefonando al competitor vittorioso – prosegue la Senatrice – può ancora considerarsi dittatore? A me sembra che smonti totalmente questa narrazione. Che cos’è questa se non democrazia? Forse è anzi ancora più democrazia di quella che a volte si vive in Italia, dove in più occasioni la sinistra, pur perdendo le elezioni, è riuscita, con manovre di palazzo, a tornare al potere senza alcuna legittimazione, con ribaltoni rimasti ormai alla storia.

Rivolgo al nuovo Presidente Péter Magyar – aggiunge Minasi – le mie congratulazioni e i migliori auguri per il successo elettorale e per le sfide impegnative che lo aspettano dentro e fuori il suo Paese. Le sue prime parole evidenziano, peraltro, come su molti temi agirà in continuità con Orbán, pur avendo sfumature differenti sulla politica estera. Il centrosinistra dimentica, infatti, che anche Magyar è un esponente della destra e continuerà ad attuare politiche di destra nell'alveo della sfera democratica dell'occidente e dell'Europa, che negli ultimi decenni ha avuto come uniche derive sovversive e autoritarie quelle comuniste.

L'Ungheria – conclude la Senatrice – rimane quindi un solido alleato politico della Lega e del governo italiano: collaboreremo e lavoreremo insieme per un'Europa migliore e più vicina ai cittadini».