Il capogruppo consiliare esprime soddisfazione per la ripresa del cantiere e sostiene che il completamento dell'opera rappresenti una svolta per la mobilità e lo sviluppo della città
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«La ripartenza dei lavori per il completamento del Ponte sul torrente Calopinace e la definizione di una data precisa per la sua inaugurazione, dopo anni di incertezze e umiliazioni, non rappresentano soltanto uno sblocco cantieristico decisivo, ma segnano l’inizio di un vero e proprio cambio di passo per Reggio Calabria».
A dichiararlo è il capogruppo consiliare della Lega, Giuseppe De Biasi, che esprime, a nome dell'intero gruppo, un grande plauso al sindaco Francesco Cannizzaro per la determinazione, il pragmatismo e la capacità amministrativa dimostrati in brevissimo tempo nel prendere di petto l'ennesimo problema atavico della città.
«Per troppi anni – prosegue la nota del capogruppo della Lega – il Ponte sul Calopinace è stato il simbolo di stalli burocratici, incapacità di visione e ritardi inaccettabili che hanno gravato sulle spalle dei reggini e sulla mobilità cittadina. Il sindaco Cannizzaro, fin dal primo giorno del suo insediamento, ha dimostrato cosa significa aggredire problemi cronici con piglio deciso e capacità di sintesi istituzionale, trovando soluzioni concrete e senza costi aggiuntivi per le casse comunali, superando criticità che sembravano insormontabili».
«L'approvazione della variante progettuale e l'avvio immediato dell'ultimo segmento di cantiere dimostrano che, quando c'è volontà politica e un’amministrazione autorevole e competente, i risultati arrivano in tempi record. Nel complimentarmi personalmente e, a nome di tutto il gruppo della Lega, con il sindaco Cannizzaro e con i tecnici che hanno lavorato a questo risultato – conclude De Biasi – confermiamo il nostro totale e convinto sostegno all'azione di governo di Palazzo San Giorgio. Siamo solo all'inizio di un percorso virtuoso che restituirà a Reggio Calabria la dignità, le infrastrutture e lo sviluppo che merita e che da troppo tempo attende».

