Sette vittorie consecutive non sono solo un trend positivo. Sono un segnale chiaro, che passa dal campo alla città senza bisogno di spiegazioni. La Reggina 1914 vince ancora, lo fa a Caltanissetta contro la Nissa e sceglie il giorno più simbolico possibile per continuare la sua risalita: quello del suo 112esimo compleanno.

Un anniversario che non si celebra con le parole, ma con i fatti. Perché la Reggina, quando conta davvero, ha sempre parlato così. Con il sacrificio, con la compattezza, con la capacità di restare dentro le partite anche nei momenti più difficili. La vittoria in terra siciliana dà continuità alla rimonta costruita nelle ultime settimane e rafforza un percorso che ha permesso agli amaranto di recuperare terreno sulle dirette concorrenti.

Lo scontro diretto con la Nissa rappresentava un passaggio delicato per il prosieguo della stagione. Uscirne con i tre punti significa consolidare la scalata in classifica e confermare una squadra che ha ritrovato equilibrio, identità e consapevolezza. Una Reggina che non si esalta, ma cresce. Che non promette, ma lavora.

Sugli spalti, però, c’è stato qualcosa che va oltre il risultato. Numerosi i tifosi amaranto presenti a Caltanissetta, pronti a sostenere la squadra anche lontano dal Granillo. Nel giorno del compleanno, la loro voce si è fatta vedere e sentire attraverso uno striscione semplice e diretto, carico di appartenenza: «Tutta colpa di questo amore che ci lega, con l’amaranto che scorre nelle vene… 11 gennaio 1914».

Un messaggio che racconta meglio di qualsiasi analisi il legame tra la Reggina e la sua gente. Un amore che non conosce distanze né categorie, che si tramanda di padre in figlio, che resiste alle difficoltà e trova sempre il modo di esserci. Dalla Curva Sud fino a tutta la città, passando per chilometri di strada e di storia condivisa.

Centododici anni non sono solo un numero. Sono promozioni e cadute, notti indimenticabili e ferite ancora aperte, silenzi pesanti e gioie urlate. Sono generazioni che si sono passate una sciarpa, un posto allo stadio, una fede che non ha mai chiesto condizioni d’essere, si è tifosi e basta.

Nel giorno del compleanno, il regalo più bello è arrivato dal campo: vederti lottare e vincere per noi. Non resta che dire buon compleanno Reggina. Dalla curva a tutta la città. Ieri, oggi, sempre.