L’ex presidente amaranto affida ai social una lunga lettera di commiato: «Prima di essere presidente sono sempre un tifoso». Il ringraziamento alla famiglia, al patron Ballarino e ai tifosi: «La Reggina non si smette mai di amarla»
Tutti gli articoli di Reggina
PHOTO
È una lettera intrisa di emozione, gratitudine e senso di appartenenza quella con cui l’ex presidente della Reggina 1914, Virgilio Minniti, ha scelto di salutare il mondo amaranto. Un messaggio lungo e sentito, pubblicato sui social, che rappresenta il bilancio finale di un’esperienza vissuta intensamente e che, come lui stesso sottolinea, resterà una delle più significative della sua vita.
«È lunedì. Per tanto tempo il lunedì era il giorno dopo la Reggina: il giorno del bilancio, delle analisi, il momento in cui si ripercorreva la partita, si cercavano risposte e si ricominciava con ancora più determinazione». Inizia così la riflessione di Minniti, che trasforma il tradizionale giorno delle valutazioni sportive nel momento ideale per guardarsi indietro e ripercorrere un intero percorso umano e professionale.
L’ex presidente ricorda il privilegio e la responsabilità di aver guidato il club amaranto in una fase complessa e delicata. «Ho avuto l’onore di essere il Presidente della Reggina 1914. Abbiamo vissuto ogni giorno con il senso della responsabilità che questa maglia richiede, cercando di prendere decisioni con coscienza, equilibrio, passione e con la sincera volontà di raggiungere quell’obiettivo che tutti noi inseguivamo e sognavamo».
Parole che raccontano il peso di un incarico vissuto con dedizione e attaccamento ai colori della città. «Nel calcio, come nella vita, il risultato finale non racconta sempre il valore del cammino, ma guardandomi indietro posso dire con serenità di averci messo sempre il cuore», scrive ancora, rivendicando l’impegno profuso nel corso della sua esperienza.
Il sentimento predominante, però, è quello della gratitudine. Minniti ringrazia il patron Nino Ballarino e la sua famiglia per il percorso condiviso, definendolo un cammino intenso fatto di responsabilità, sacrifici e speranze, ma soprattutto di rapporti umani destinati a durare nel tempo. Un pensiero va poi ai dirigenti, ai collaboratori, ai dipendenti, allo staff tecnico, ai calciatori, ai volontari, agli sponsor, alle istituzioni, alle forze dell’ordine e agli organi di informazione, protagonisti spesso lontano dai riflettori ma fondamentali nella vita quotidiana del club.
Nel messaggio trova spazio anche un ringraziamento speciale ai colleghi della Radiologia del Tiberio Evoli, che gli sono stati vicini durante questi anni, condividendo con lui un’esperienza impegnativa tanto sotto il profilo professionale quanto umano.
Tra i passaggi più intensi della lettera c’è quello dedicato alla famiglia. «Sono stati la mia forza silenziosa, il mio punto di equilibrio e il rifugio nei momenti più impegnativi». Minniti cita i genitori, le sorelle, i cognati, gli affetti più cari e Claudia, riconoscendo loro un ruolo determinante nell’affrontare le responsabilità legate alla presidenza della società amaranto.
Il saluto finale è rivolto ai tifosi, definiti senza esitazioni il vero patrimonio della Reggina. «Grazie a chi c’era sempre, al Granillo e in trasferta; a chi ha gioito, a chi ha sofferto, a chi ha continuato a crederci e anche a chi ha criticato con passione, perché chi ama davvero la Reggina desidera sempre il meglio». Un tributo a una tifoseria che, nelle parole dell’ex presidente, rappresenta l’anima stessa del club e il simbolo di un’appartenenza che va oltre i risultati sportivi.
Da qui la conclusione più significativa dell’intero messaggio: «Si chiude un capitolo, ma non il mio legame con questi colori. Perché prima di essere Presidente sono sempre un tifoso e continuerò ad esserlo. Alcuni ruoli hanno un inizio e una fine. L’appartenenza, invece, resta per tutta la vita».
Un commiato che sa di ringraziamento, ma anche di promessa. Perché, come scrive Minniti nelle ultime righe del suo messaggio, «la Reggina non si smette mai di amarla».

