Tra le sfumature di un tramonto rosso, Athena veglia sullo Stretto, mentre in lontananza l’Etna si rivela maestosa, come in un dialogo silenzioso tra mito e natura.
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C’è un momento, all’Arena dello Stretto, in cui il tempo si ferma. Athena, di profilo, fiera e silenziosa, osserva l’orizzonte con la forza di chi protegge e custodisce. Di fronte a lei, lontano ma visibile, l’Etna si staglia imponente, avvolto da un tramonto che incendia il cielo con sfumature rosse e arancio. È come se i due giganti – la dea e il vulcano – si parlassero da secoli, legati da un’intesa fatta di maestosità e mistero.
Il mare, complice discreto, riflette quel dialogo, accarezzando la costa con onde leggere. In quell’istante, lo Stretto si veste di poesia: i colori si fondono, le emozioni si amplificano. E chi guarda, si sente piccolo ma incredibilmente parte di qualcosa di eterno. Un incontro visivo che sa di leggenda, di amore per la bellezza, di respiro antico che continua a raccontare.

