Alle prime luci del tramonto, quando il giorno si arrende dolcemente alla sera, le colonne dell’”Opera” emergono come custodi del silenzio. Slanciate, leggere, quasi evanescenti… ma allo stesso tempo solide, radicate nella terra come i pensieri più profondi.

Il cielo, tinto di blu intenso, accarezza i loro contorni e ne esalta le linee, trasformandole in poesia visiva. In questo gioco di luci e ombre, si percepisce il respiro della modernità che si intreccia con la memoria antica.

Le colonne non sono solo struttura, ma voce dell’anima, che racconta la bellezza effimera del tempo che passa e della storia che resta.

Camminarvi accanto è come attraversare un ponte invisibile tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare. Un’opera viva, che parla d’arte, di vita, di radici.