di Lorenzo Vazzana – Ci sono tramonti che non hanno bisogno di parole. Basta uno scorcio, una luce non ancora accesa, e il cielo che si colora lentamente, come se ogni sfumatura conoscesse esattamente la strada per arrivare al cuore. In questo angolo del lungomare, dove l’aria profuma di sale e ricordi, le nuvole danzano leggere, creando un quadro che sa di ritorno, di pace, di casa. Il lampione resta lì, in silenzio, come un custode gentile di un momento sospeso. È quell’istante prima che il giorno si spenga, quando tutto sembra sussurrare che siamo esattamente dove dovremmo essere. E mentre il sole cala, lasciando dietro di sé un cielo dipinto d’amore, resta solo una certezza: certi tramonti non si guardano, si sentono.