Seduto ai piedi del monumento, un uomo contempla lo Stretto. Davanti a lui, il mare scintilla e Messina riposa all’orizzonte. Un momento sospeso tra vento, memoria e silenzio
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C’è qualcosa di eterno in certi attimi. L’uomo, solo, seduto sul basamento del monumento a Reggio Calabria, non guarda semplicemente il mare: lo ascolta. Lo Stretto davanti a lui non è solo acqua, è storia, respiro, confine che unisce. Messina appare vicina, quasi a portata di sguardo, tra riflessi azzurri e montagne che sembrano abbracciarla. Il cielo terso, il marmo chiaro, l’eco silenziosa dei passi che si perdono sul lungomare… Tutto contribuisce a un’atmosfera sospesa, delicata, intima.
Il tempo sembra fermarsi per lasciar spazio a una riflessione che ognuno potrebbe fare: su sé stesso, sull’infinito, sull’amore. È in questa quiete che il monumento, simbolo di memoria, si trasforma in confidente silenzioso. In quel momento, Reggio non è solo una città: è una poesia scritta col vento e col mare.

