VIDEO | Il presidente del gruppo italiano trapianti di midollo osseo (Gitmo) e direttore dell'unità operativa complessa di Ematologia, Trapianti di cellule staminali e Terapie cellulari del Gom ospite negli studi del Reggino.it spiega l’importanza delle risorse sangue e midollo, che possono solo essere donate, per garantire cure
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La centralità del dono di sangue e di midollo nel nostro sistema sanitario fa ancora troppa fatica a diventare consapevolezza e a tradursi nella scelta della cittadinanza di donare, recandosi presso le unità di raccolta e presso il Gom per sottoporsi al prelievo. Un prelievo volontario, dunque gratuito, e sicuro che può salvare la vita dei pazienti e che certamente ne garantisce le prospettive attraverso i programmi terapeutici e un miglioramento della qualità della vita in costanza di patologie del sangue che richiedono trasfusioni quotidiane. Un prelievo che garantisce salute a chi riceve e che lascia in salute chi lo compie. Accanto alla donazione di sangue, altrettanto necessaria è quella di midollo per dare speranza a chi necessita di un trapianto.
Con Massimo Martino, presidente del gruppo italiano trapianti di midollo osseo (Gitmo) e direttore dell'unità operativa complessa di Ematologia, Trapianti di cellule staminali e Terapie cellulari del Gom di Reggio, ospite della nuova puntata del nostro format A tu per tu negli studi del Reggino.it, abbiamo raccontato cosa il Gom di Reggio offre nel delicato campo dell’ematologia e dei trapianti, evidenziando le eccellenze e sottolineando l’imprescindibile contributo della cittadinanza in termini di donazione di sangue e midollo.
Curarsi in Calabria si può
«Noi curiamo, nella maggior parte dei casi, pazienti affetti da tumori del sangue, quindi leucemie acute, linfomi, mielomi e altre forme di malattie come la mielodisplasia e la mielofibrosi. Curiamo anche patologiche ematologiche non oncologiche come piastrinopenie e altre malattie più rare come leucemie particolari, quindi un percorso a 360°.
Siamo l'unico centro in Calabria ad erogare terapie cellulari in particolar modo il trapianto di cellule staminali allogeniche, di donatore diverso dal paziente, oppure autologhe con cellule dello stesso paziente. Inoltre, e questo è stato un vanto del Gom, siamo stati nel 2019 il primo centro al sud d'Italia a erogare la immunoterapia Car-T, trattamento particolare che consiste nel prelevare le cellule, i linfociti del paziente che non funzionano, per modificarli con una tecnica particolare, genica, e poi reinfonderli per andare a combattere il tumore in maniera specifica.
Così noi collaboriamo, per la prima volta nella storia, nella realizzazione di un farmaco non solo salvavita ma anche perenne perché potrebbe garantire la guarigione di alcune forme di tumori del sangue in pazienti che fino al 2019 non avevano possibilità di guarire.
Nel Gom – spiega ancora il dottore Massimo Martino - ci sono certamente, come in tutti gli ospedali, delle criticità ma posso anche affermare che se un paziente sceglie di curarsi per una malattia ematologica fuori dalla ragione Calabria, si tratta di una sua scelta esclusivamente personale, perché nella nostra Regione, in particolare a Reggio, noi abbiamo la possibilità di offrire le terapie più innovative in questo campo. Anche a Cosenza a Catanzaro ci sono due centri di ematologia all’avanguardia che collaborano con noi per la arte trapiantologica che lì non è trattata. Non potremmo essere all’avanguardia se non lo fosse anche ciò che circonda».
Entrando poi nel merito dell’operatività, il dottore Massimo Martino ritiene doveroso richiamare due aspetti.
Il programma Trapianti
«Il primo attiene al programma trapianti di midollo e di cellule staminali che si compone di tre anime importanti: l'unità clinica, dove chiaramente i pazienti vengono trattati, l'unità di raccolta delle cellule staminali afferente al centro trasfusionale diretto da Alfonso Trimarchi e il laboratorio di manipolazione e stoccaggio delle cellule staminali, diretto da Giulia Pucci. Tre settori che io coordino dal punto di vista funzionale».
La necessità di sangue e midollo
«Il secondo aspetto riguarda il sangue e il midollo. Quando una persona che abbiamo in cura è affetta da leucemia – spiega ancora il dottore Massimo Martino - significa che il midollo di quella persona non è in grado di produrre i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine in maniera adeguata. Necessaria è pertanto una chemioterapia che distrugga quel midollo midollo per poi trapiantarne un altro che per le prime settimane non produrrà sangue e piastrine, avendo bisogno di questo lasso di tempo per iniziare e mettersi in moto.
Da qui la necessità assoluta della trasfusione di sangue e di piastrine per sostenere queste persone in questo frangente e il programma terapeutico salvavita al quale sono sottoposte.
Pertanto se il centro trasfusionale non ci mettesse disposizione sangue e piastrine, queste persone non potrebbero affrontare un percorso di cura perché il rischio di non sopravvivere sarebbe nettamente più alto rispetto all'eventuale beneficio.
E aggiungo che siccome il sangue, le piastrine non sono farmaci acquistabili, come altri presidi farmaceutici, o riproducibili in laboratorio, essi possono essere soltanto donati.
Per questo è fondamentale stimolare la donazione di sangue e piastrine. Tutti noi dobbiamo capire che senza donazione in ospedale non avremmo sangue. E come ci aspettiamo che ci sia quando siamo noi ad averne bisogno, dovremmo compiere lo scatto mentale di comprendere che siamo noi stessi a doverlo donare affinché ci sia sempre e per tutti coloro che ne abbiano bisogno.
Ma non solo sangue. Necessaria – sottolinea il dottore Massimo Martino - è anche la donazione di midollo per la riuscita di un programma terapeutico che ribadisco può essere salvavita, perché senza questo tipo di trattamento, a quella persona non possiamo garantire quella preziosa possibilità di sopravvivenza».
La donazione di midollo, gesto di solidarietà internazionale
«Oggi la maggior parte dei trapianti di midollo sono effettuati ormai con donatori registro. Nel mio ruolo di presidente del gruppo italiano trapianti midollo osseo – riferisce il dottore Massimo Martino - posso affermare che nel 2024 in Italia sono stati effettuati poco più di 2000 trapianti allogenici. Di questi 2000 trapianti allogenici da donatore diverso dal paziente, solo il 30% sono stati effettuati utilizzando un donatore familiare, un fratello, una sorella compatibile al 100%. In oltre il 60% dei casi noi abbiamo dovuto ricercare un donatore nel registro internazionale, dove sono presenti 40 milioni di persone pronte e disponibili a donare. Il numero di 40 milioni sembrerebbe altro ma in realtà la possibilità di compatibilità è di uno su 100 mila. Dunque 40 milioni donatori sembrano molti ma in realtà non è così».
Il duplice appello alla donazione
«Quindi in questa sede l’appello è duplice a donare il sangue e anche il midollo, iscrivendosi nel registro. Basta recarsi presso il laboratorio di tipizzazione tissutale del Gom per una visita e un semplice prelievo di sangue. Il laboratorio, diretto dalla dottoressa Francone, è un’altra anima.
L’iscrizione – spiega ancora il dottore Massimo Martino - è possibile nell’età compresa tra i 18 ai 35 anni, anche se poi si può donare anche fino a 55 anni e aggiungo anche che in famiglia, in realtà, questo numero dell'età può essere più alto perché noi abbiamo fatto anche trapianti da donatori che avevano settant'anni, però nell'ambito del registro, questi sono il limite di età.
Con un semplice prelievo di sangue, si viene inseriti in una banca dati internazionale e se dovesse capitare una compatibilità, si verrà richiamati per degli esami di secondo livello prima di procedere con la donazione effettiva del midollo.
Noi, per esempio, abbiamo ricevuto donazioni da Stati Uniti, Israele, Russia».
La gratitudine
All’appello si associa un profondo ringraziamento alle tante associazioni di volontariato come Avis, Adspem, Fidas, Donatori Nati, Admo, Ail e tante altre.
«Il loro apporto è essenziale per il nostro lavoro. La loro opera di sensibilizzazione e promozione del dono, che svolgono in maniera assolutamente gratuita, è insostituibile per la diffusione di una cultura della donazione», conclude Massimo Martino, presidente del gruppo italiano trapianti di midollo osseo (Gitmo) e direttore dell'unità operativa complessa di Ematologia, Trapianti di cellule staminali e Terapie cellulari del Gom di Reggio Calabria.


