« Viviamo una fase critica. Abbiamo necessità di una sede per garantire la permanenza al Reggio dei documenti della storia del territorio. Siamo in extracontratto dal 2010  e adesso è giunta la fase del rilascio legale dell'immobile. Al momento sappiamo solo che dovremo lasciarlo senza alcuna prospettiva e con il rischio che il patrimonio documentale della storia di Reggio , come avvenuto a Messina, vada fuori dalla città con una gestione outsourcing ». È questo il rischio sempre più concreto e attuale paventato dalla direttrice dell'Archivio di Stato di Reggio , Angela Puleio , che così descrive l'attuale situazione dell'Archivio di Stato in cerca da tempo di una nuova sede.

La seconda richiesta personalmente

«Aspettiamo l’esito della seconda richiesta formale di una sede inviata poco più di una settimana fa, questa volta dalla Soprintendenza Archivistica, dal un recente decreto ministeriale deputata anche alle questioni allocative degli archivi.

Già una prima richiesta agli Enti territoriali era stata inviata da me qualche anno fa ma senza esito. Se non dovessimo avere riscontri anche a questa nuova richiesta formale non resterà che pubblicare, nelle prossime settimane, un'indagine di mercato ma intanto il rischio di dovere trasferire tutto il patrimonio documentale in un deposito fuori dalla città è concreto». L'esempio di Messina non è solo prossimo da un punto geografico.

L'ipotesi (da scongiurare) dell’outsourcing

«I colleghi sono in un appartamento in locazione - spiega la direttrice Angela Puleio – in cui hanno una piccola sala per la consultazione e in cui ricevono le richieste alle quali, in caso di disponibilità da riscontrare in base a un inventario analitico, seguiranno la prenotazione e l'invio di una richiesta al deposito, dislocato rispetto alla sede per ovvi motivi di spazio, in cui sono stati allocati i documenti. Deposito che si trova a Riposto nella città metropolitana di Catania e da dove dovranno essere poi spediti a Messina i documenti richiesti. Dunque una sede senza patrimonio e con un'attività snaturata gravata, anche in termini di servizi resi all'utenza, da questa procedura e dalla tempistica che essa richiede. Noi non vorremmo dover arrivare a questo ma al momento, senza una prospettiva concreta di una nuova sede, l'ipotesi di outsourcing inizia a farsi largo con la conseguenza del trasferimento del patrimonio documentale forse anche fuori città, come accaduto per i colleghi siciliani. Eppure si tratta di carte che raccontano la nostra storia e che credo dovrebbero restare sul territorio e nella fruibilità immediata del pubblico». 

Si tratterebbe di una grave perdita per il territorio e che tuttavia non sembra intercettare l'adeguata attenzione dalle istituzioni, finora rimaste sorde. Seppure qualche interlocuzione ha avuto luogo, nessuna proposta concreta è stata formulata.  

15 km lineari di documenti

«L'Archivio di Stato di Reggio – spiega ancora la direttrice Angela Puleio – è il più grande della Calabria con le sue sezioni staccate di Locri, attualmente in affitto da privati, e di Palmi in comodato d'uso gratuito nei locali concessi dal Comune presso la casa della Cultura Leonida Repaci. Nella sola sede dl Reggio, quella oggi a rischio, sono custoditi 15 chilometri lineari di documenti. Non solo i fondi degli Enti statali ma anche quelli conferiti negli anni come Spanò Bolani, Plutino, Trombetta e tanti altri».

Nel 2025 il naufragio della trattativa tra il Ministero della Cultura che avrebbe acquistato l'ex mercato Girasole –che il Comune cerca invano di vendere all'asta dallo scorso anno – sottraendo finalmente al degrado assoluto in cui versa quella struttura e garantendo all'Archivio di Stato una sede adeguata a Reggio. La mole documentale del patrimonio che l'immobile deve contenere e custodire impone che la struttura possieda certe caratteristiche non negoziabili. 

La ricerca dell’immobile

«La struttura deve garantire 650 metri quadri per gli uffici ma soprattutto 2mila metri quadri solo per il deposito. Se a pian terreno, esso deve poter scaricare a terra il peso degli armadi compattabili in cui noi conserviamo i documenti. Armadi che possono arrivare a pesare anche da 600 kg a 1200 kg al metro quadro. Ciò vuol dire che ci deve essere un terreno su cui il peso può essere scaricato oppure dei solai rinforzati. Questo quanto dovremo mettere nero su bianco come caratteristiche della struttura quando sarà pubblicata, secondo i termini di legge, l'indagine di mercato, in caso di nuovo mancato esito alla nostra richiesta di nuova sede.

Auspichiamo un intervento concludente da parte delle istituzioni che abbiamo interpellato, senza il quale la legge, visto non è ormai prossimo il rilascio dell’immobile, farà il suo corso e a pagarne le spese saranno la nostra storia, la cultura, lo studio, il territorio», conclude Angela Puleio, direttrice dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria.