Dai laboratori di pittura, cucina, teatro e musica alle nuove sfide del “durante e dopo di noi”, l’associazione celebra quattro decenni di impegno accanto alle persone e ai loro nuclei familiari. Gangeri: «Nessuno deve essere lasciato solo»
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Quarant’anni di battaglie, conquiste, ostacoli superati e nuovi obiettivi da raggiungere. Ma soprattutto quarant’anni trascorsi accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, cercando ogni giorno di trasformare la parola inclusione in qualcosa di concreto. AGEDI ODV, l’Associazione genitori di bambini e adulti disabili, ha celebrato un anniversario che appartiene non soltanto ai suoi volontari e ai ragazzi che ne animano le attività, ma all’intera città di Reggio Calabria.
Una serata attraversata da emozioni, ricordi e testimonianze, ma anche dalla consapevolezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Al centro ci sono loro: i ragazzi e le ragazze dell’associazione, protagonisti dei laboratori e di una comunità costruita negli anni attraverso l’impegno quotidiano di genitori, operatori e volontari.
Alla celebrazione hanno preso parte il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, il presidente del Consiglio comunale Federico Milia, l’europarlamentare Giusi Princi ed Ernesto Siclari, garante dei diritti delle persone con disabilità. Una presenza istituzionale ampia, chiamata non soltanto a rendere omaggio ai quarant’anni dell’associazione, ma anche a raccogliere le richieste delle famiglie e a trasformarle in impegni concreti sul fronte dei servizi, dell’accessibilità e dell’inclusione.
«Questa festa ce la dovevamo – ha raccontato la presidente Mirella Gangeri – perché sono quarant’anni che combattiamo, ci adeguiamo alle novità, proponiamo e inventiamo attività per cercare di far stare bene le persone con disabilità e le loro famiglie».
Gangeri: «Prima attenzione alle famiglie»
Nel suo intervento, la presidente ha richiamato con forza la necessità di non dimenticare chi vive quotidianamente la disabilità all’interno della propria casa, spesso affrontando difficoltà lontano dai riflettori. «Le famiglie vengono troppo spesso dimenticate. In quarant’anni sono stati compiuti tanti passi avanti, ma siamo ancora un po’ indietro. Bisogna essere presenti sul territorio non soltanto per le persone con disabilità, ma anche e soprattutto per i loro nuclei familiari».
Una condizione che può sconvolgere gli equilibri e richiede accompagnamento, ascolto e servizi adeguati. «La famiglia deve essere sostenuta fin dall’inizio – ha aggiunto Gangeri – perché la disabilità arriva come un terremoto e bisogna aiutare tutti ad affrontare e rielaborare questo cambiamento».
L’anniversario è diventato così anche l’occasione per tirare le somme sul percorso compiuto e rilanciare le prossime sfide. La filosofia dell’AGEDI, ha spiegato la presidente, non si esaurisce nella protesta. «Il nostro stile non è quello della protesta fine a se stessa. Mentre evidenziamo ciò che non funziona, presentiamo proposte concrete. Attraverso gli AGEDI Lab, che rappresentano già risultati tangibili, vorremmo costruire un modello funzionante e replicabile, utile anche ai giovani che intendono fare impresa nel sociale».
I laboratori e l’inclusione concreta
A raccontare il lavoro quotidiano dell’associazione è stato anche il vicepresidente Alfredo Candela. I laboratori, nati dall’impegno dei genitori di bambini e adulti con disabilità, comprendono attività di pittura, cucina, teatro e musica, alle quali ciascun ragazzo può partecipare seguendo le proprie capacità e inclinazioni.
«Cerchiamo di rendere concreta la parola inclusione, anche se nel 2026 resta ancora difficile garantirla pienamente. I nostri ragazzi non sono soltanto i nostri figli, ma tutti coloro che riescono ad avvicinarsi a questa associazione», ha spiegato.
L’attenzione dell’AGEDI si concentra in particolare sulle cosiddette famiglie silenti, quelle che vivono lontano dai servizi o che, per l’assenza di trasporti adeguati e di sostegni, rischiano di rimanere isolate. «Ci sono tante famiglie dislocate sul territorio e persone costrette a restare chiuse in casa, pur desiderando partecipare alle attività. Noi siamo operativi ventiquattr’ore su ventiquattro e affrontiamo sacrifici continui. Vedere i nostri ragazzi felici, però, riesce a rendere più semplice anche ciò che sembrava insormontabile».
Cannizzaro: «AGEDI esempio per la città»
Alla celebrazione ha preso parte anche il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, che ha ringraziato gli operatori e i volontari per avere consolidato negli anni «una realtà straordinaria, capace di lavorare profondamente nel tessuto sociale cittadino».
«La presenza dell’amministrazione era doverosa. Siamo qui per dire grazie a chi, in questi quarant’anni, è stato un esempio e continuerà a esserlo», ha affermato il primo cittadino, annunciando nuove iniziative comunali dedicate alla disabilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’amministrazione attende inoltre nuove risorse dalla Regione Calabria per le politiche sociali, una parte delle quali dovrebbe essere destinata proprio ai servizi rivolti alle persone con disabilità.
«Dobbiamo consentire a ogni cittadino di svolgere le attività della vita quotidiana senza incontrare ostacoli. Le istituzioni hanno il dovere di organizzare servizi adeguati, anche alla luce dei dati sull’autismo. Reggio può essere orgogliosa delle sue associazioni: AGEDI, per dinamismo, capacità e approccio costruttivo, rappresenta un punto di riferimento».
Cannizzaro ha quindi rivolto un saluto speciale ai ragazzi e alle ragazze dell’associazione, definiti affettuosamente «le nostre mascotte», capaci di offrire il proprio sorriso anche nei momenti più difficili.
«La sensibilità deve appartenere a tutti»
Il quarantennale ha offerto anche l’occasione per richiamare ogni cittadino alle proprie responsabilità. L’inclusione, infatti, non può essere affidata soltanto alle istituzioni o alle associazioni. «Non è soltanto il sindaco a dover essere sensibile – ha sottolineato Cannizzaro – ma tutta la comunità. La disabilità può entrare nella vita di qualunque famiglia. Dobbiamo sentirci parte della stessa comunità e lavorare affinché i nostri ragazzi possano vivere come è giusto che sia».
Il sindaco ha ricordato anche un episodio risalente a circa quindici anni fa, quando ricopriva altri incarichi istituzionali, sottolineando come la vicinanza al mondo della disabilità non debba dipendere dal ruolo ricoperto, ma da una responsabilità collettiva.
Princi: «Quarant’anni di concretezza e amore»
Presente alla celebrazione anche l’europarlamentare Giusi Princi, che ha definito l’AGEDI «una parte della storia di Reggio e della Calabria».
«Mi complimento con la presidente Mirella Gangeri, con i fondatori, i volontari e soprattutto con i ragazzi, i veri protagonisti intorno ai quali è stata costruita questa bellissima realtà. Sono stati quarant’anni di battaglie, concretezza e amore, lavorando sul “durante noi” e sul “dopo di noi”, quando le famiglie non ci saranno più».
Princi ha sottolineato l’importanza della presenza delle istituzioni e dell’impegno assunto dall’amministrazione comunale per accompagnare il percorso dell’AGEDI e delle altre associazioni cittadine impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. «L’inclusione deve essere a tutto tondo e avere come filo conduttore l’amore. Grazie all’AGEDI per ciò che ha fatto per i ragazzi, per le famiglie e per il territorio, offrendo una bellissima pagina di democrazia, solidarietà e vera inclusione».
L’arrivo a Reggio della relatrice speciale dell’ONU
Nel corso della serata è stato annunciato anche un importante appuntamento internazionale: Reggio Calabria ospiterà Heba Hagrass, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
L’incontro si inserirà nel percorso di Orizzonte 31, progetto che punta a porre la disabilità e i suoi diritti al centro delle politiche del Comune e della Città metropolitana.
«Significa lavorare affinché tutte le politiche comunali e metropolitane abbiano come elemento centrale la disabilità e i diritti di quei bambini e ragazzi che troppo spesso sono stati messi da parte», ha spiegato Princi.
Siclari: «Abbattere prima le barriere culturali»
Alla celebrazione ha partecipato anche Ernesto Siclari, garante dei diritti delle persone con disabilità, che ha definito l’AGEDI «una perla del territorio reggino».
«La disabilità non deve rappresentare un ostacolo e nessuno può chiamarsi fuori. Ciascuno di noi può e deve offrire il proprio contributo affinché la parte più fragile della società riceva il sostegno delle istituzioni e dell’intera comunità», ha sottolineato Siclari, ringraziando la presidente Mirella Gangeri, tutti i componenti dell’associazione e i ragazzi impegnati quotidianamente nelle attività e nei laboratori.
Il garante ha richiamato soprattutto la necessità di una crescita culturale della città. «Senza una solida coscienza civile non è possibile raggiungere risultati concreti. Parcheggiare davanti a uno scivolo o sulle strisce pedonali significa impedire a una persona con disabilità di vivere la propria quotidianità. Sono le basi della civiltà».
L’obiettivo, ha concluso Siclari, deve essere quello di «abbattere prima le barriere culturali, poi quelle sensoriali e architettoniche», attraverso un impegno comune che coinvolga istituzioni, associazioni e cittadini.
Quarant’anni dopo la sua nascita, l’AGEDI continua a essere un presidio di solidarietà, partecipazione e diritti. Una realtà creata dai genitori, cresciuta insieme ai propri ragazzi e diventata nel tempo una casa per tante famiglie. Un patrimonio della città che celebra il passato guardando già alle battaglie del futuro.

