«Oggi non celebriamo soltanto la presentazione di un nuovo edificio scolastico in via Marconi. Celebriamo un percorso lungo, spesso difficile, ma portato avanti con determinazione, senso delle istituzioni e amore autentico per la nostra scuola».

Così, in una nota, la Presidente del consiglio dell'Istituto Nostro Repaci di Villa San Giovanni Sonia Labate.

«In questi anni, insieme alla Dirigente Scolastica Maristella Spezzano, abbiamo combattuto una battaglia semplice solo in apparenza: restituire alla scuola il diritto di essere davvero una scuola.

Un luogo unitario, moderno, funzionale, dove studenti, docenti e personale potessero finalmente sentirsi parte della stessa comunità educante, senza frammentazioni e disagi che per troppo tempo hanno inciso sul diritto allo studio dei nostri ragazzi.

Per oltre dieci anni gli studenti hanno dovuto convivere con sacrifici, spostamenti e difficoltà che non avrebbero meritato.

Oggi, però, quei sacrifici trovano finalmente una risposta concreta.

Rivendichiamo con orgoglio il lavoro svolto dal Consiglio d’Istituto: un’opera costante di controllo, proposta e sollecito nei confronti della Città Metropolitana, sempre esercitata con rispetto dei ruoli, equilibrio istituzionale e spirito collaborativo.

E dobbiamo riconoscere che le nostre richieste sono state ascoltate.

La nuova struttura sarà una scuola all’avanguardia, più dignitosa, più moderna e più vicina alle esigenze delle nuove generazioni.

Eppure, con lo stesso spirito costruttivo che ci ha guidati fin qui, sentiamo il dovere di dire che il progetto non soddisfa pienamente tutte le necessità dell’istituto. Questo non ci impedisce, però, di riconoscere gli importanti sforzi compiuti per arrivare alla demolizione e alla ricostruzione della struttura.

Le nostre battaglie non nascono per protesta fine a sé stessa, ma per lasciare ai ragazzi una scuola degna di essere chiamata tale.

Ed è per questo che il prossimo obiettivo dovrà essere quello di riportare la Presidenza e gli Uffici in via De Gasperi. Proposta portata ieri in consiglio d'istituto e votata all'unanimità.

Perché una comunità scolastica ha bisogno della propria guida dentro il cuore pulsante dell’istituto, non in un plesso distante.

Oggi, dunque, non è un punto di arrivo.

È un nuovo inizio.

E forse la lezione più bella di questa storia è che quando istituzioni, scuola e rappresentanti lavorano insieme con serietà e rispetto, anche le battaglie più lunghe possono trasformarsi in risultati concreti.

Per i nostri ragazzi.

Per il loro futuro.

Per una scuola che continui ad essere non solo un edificio ma una comunità».