Esperienze e collaborazioni tra stakeholders e laboratori sul territorio calabrese e metropolitano regginob al centro della due giorni di approfondimento nell’aula magna Quaroni
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
“Impact dAeD. Generare Valore. Università, comunità, impatto”, attorno a questo nucleo si è concentrata la due giorni svoltasi nell’aula magna Ludovico Quaroni dell’Università mediterranea di Reggio Calabria. Il focus, dunque, la Terza missione alla quale hanno dato corpo con le loro esperienze sul territorio calabrese e metropolitano reggino, i Laboratori dAeD, i delegati, i docenti e giovani ricercatori del dipartimento di Architettura e Design.
«Abbiamo proposto in questa prima giornata l’esposizione degli esiti delle esperienze dei nostri stakeholder, ponendoli al fianco di quelle dei nostri laboratori. Per questa seconda odierna giornata, ciascun nostro ricercatore ha spiegato e illustrato attraverso il proprio progetto le competenze acquisite in questa università. Un’occasione per valorizzare e dare spazio alle conoscenze e alle competenze acquisite e anche per rinsaldare questo legame con il territorio che si va sempre più consolidando, ma sul quale occorre continuare ancora lavorare. Abbiamo raccolto le esperienze dei ricercatori all’interno di un book che abbiamo già pubblicato e che stiamo già distribuendo in modo tale che i soggetti interessati possano venire a conoscenza delle opportunità di impiego delle conoscenze e delle competenze qui sviluppate. L’idea è anche quella di metterlo anche in rete.
L’odierna e seconda giornata ha reso, dunque, protagonisti i giovani ricercatori e le giovani ricercatrici che svolgono attività di ricerca nei laboratori e che sono il motore del Dipartimento, con le loro capacità di esprimere competenze, studio e innovazione nei diversi settori di interesse per gli ambiti dell’Architettura e del Design. Speriamo che questo percorso che ci vede tutti uniti i docenti e ricercatori, possa essere in continua crescita», ha spiegato Consuelo Nava, direttrice del dipartimento di Aarchitettura e Design dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, e docente di Progettazione tecnologica e ambientale.
Convenzioni di collaborazione scientifica e culturale per la ricerca, formazione e tirocini curriculari e 135 Stakeholders. Così i nostri ricercatori misurano le proprie capacità di trasferire conoscenza, formare competenze, organizzare processi di sviluppo e competitività per enti, aziende, altri centri e università di ricerca, associazioni del terzo settore.
134 tra convenzioni e tirocini – 82 convenzioni Ricerca e Terza missione di cui 29 con Enti pubblici 19 con aziende spin-off 20 con università e laboratori ed enti di ricerca 19 con associazioni cooperative Terzo settore e 52 tirocini di cui 26 con studi e società di Ingegneria e Architettura, 24 con aziende imprese altri soggetti privati + 2 enti pubblici – 51 docenti ricercatori 36 assegnisti, contrattisti e collaboratori 14 dottorandi: ecco il dipartimento DAeD della Mediterranea in cifre.
«Riteniamo che i nostri ricercatori, presenti nella proporzione di 36 rispetto a 51 docenti, siano il presente di questa Università. L’Italia, purtroppo, non è un paese che investe sulla ricerca e qui i ricercatori non sono riconosciuti come figure professionali. Occorrerebbe, invece, investire su di essi in termini di ricerca e, in una visione a lungo termine, anche in termini di ricaduta economica e occupazionale. Mentre continuiamo ad assistere alla fuga dei cervelli, noi sosteniamo con forza che i ricercatori sono l’infrastruttura essenziale dell’università», ha sottolineato ancora Marina Tornatora docente di composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento di architettura design dell’Università mediterranea di Reggio Calabria.
Al centro dei nostri interventi i casi Studio che testimoniano come l’università possa sviluppare competenze avanzate per la progettazione nel campo della della sostenibilità ambientale, della pianificazione, del design e di come queste competenze siano sempre più richieste da Enti e Aziende, studi di Ingegneria anche al fine di operare per una visione coerente del territorio e avere un impatto su di esso. Nel dettaglio parliamo di studi tecnici e scientifici di materia di sostenibilità ambientale ed energetica e di riprogettazione per esempio in materia di beni confiscati, rispettivamente con i laboratori Abitalab e Landscape in Progress», ha spiegato Giuseppe Mangano, dottore di ricerca e coordinatore della sezione Design e responsabile operativo del laboratorio di ricerca Abitalab.
La due giorni si è chiusa con un Seminario di Formazione patrocinato dalla Cuia, Conferenza Italiana delle Università di Architettura, che terrà la sua Conferenza Nazionale qui domani, e con la lecture di Marella Santangelo, direttrice del dipartimento di Architettura di Napoli, Federico II.
«La Terza missione non è tale per importanza rispetto alla Didattica e alla Ricerca. La relazione con il territorio e con le comunità assume un ruolo sempre più rilevante. Ciò rende questa missione sempre più connessa alla Didattica e alla Ricerca. Ritengo – ha sottolineato Marella Santangelo, direttrice del dipartimento di Architettura di Napoli, Federico II – che uno scambio di esperienze e buone pratiche a livello nazionale sia fondamentale. Essere architetti implica caratterizzare e qualificare il proprio progetto come strumento dell’agire e di trasformazione della realtà. E i progetti si fanno con coloro che vivono e partecipano di quello che si va a fare. Ciò non vale solo per i luoghi ma anche con le comunità. Noi lavoriamo con soggetti fragili e in contesti difficili dove è ancora più forte il nostro contributo.
Da Napoli porto l’esperienza, che oggi ci fa collaborare attivamente con l’Amministrazione comunale della nostra città, del quartiere delle tristemente note vele di Scampia. Oggi sono state abbattute. Ne è rimasta una sola in piedi. Si stanno costruendo i nuovi alloggi e tutto il progetto è stato redatto attraverso il coinvolgimento costante delle comunità. Gli abitanti insieme all’Amministrazione hanno immaginato i luoghi del loro abitare e l’università ha avuto un ruolo importante in questo processo, affiancando naturalmente l’Amministrazione comunale», ha concluso Marella Sant’Angelo direttrice dell’università Federico II di Napoli.

