Riteniamo necessario che sia l’ex Sindaco che tutta l’amministrazione comunale forniscano risposte alle nostre domande
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«La Varia di Palmi, Patrimonio Unesco e cuore identitario della nostra Città, torna a vivere un momento di incertezza. Le dimissioni del Presidente Malgeri e di tre componenti del Cda non sono un fulmine a ciel sereno, ma l’ennesimo segnale di una gestione che, da anni, procede tra debiti e responsabilità mai chiarite». È quanto si legge in una nota stampa del movimento Faro.
«La ricognizione contabile avviata dal Cda insediatosi nel 2025 ha evidenziato una situazione finanziaria debitoria tutt’altro che in via di estinzione, per come, invece, l’ex Sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio e l’amministrazione comunale hanno lasciato più volte intendere.
Un grave quadro economico persistente che ha portato alle dimissioni di parte dei membri del Cda e del suo Presidente freschi di nomina Sindacale e che impone una riflessione seria su chi, negli anni precedenti, avrebbe dovuto vigilare, controllare, intervenire. In questo contesto, colpiscono ancora una volta le recenti dichiarazioni dell’ormai Consigliere Regionale Giuseppe Ranuccio, il quale, continuando a parlare da Sindaco in carica, ha continuato a minimizzare la grave posizione debitoria, definendola “non straordinaria”.
Inoltre, ha precisato di aver preso parte alle decisioni assunte dai membri dimissionari del Cda della Fondazione Varia, laddove ha dichiarato: «Di comune accordo, abbiamo ritenuto necessario imprimere un cambio di marcia»
Parole che lasciano intendere una ingerenza sulle scelte della Fondazione e dell’amministrazione Comunale di Palmi che, semplicemente, non gli compete più.
A questo punto, è necessario ricordare, in primo luogo, che la Varia 2023, definita dallo stesso Ranuccio “faraonica” e con numeri da record, è stata organizzata sotto la sua amministrazione, e il record più importante è stato quello dei debiti lasciati: oltre € 500.000,00 di disavanzo.
È in quell’edizione che si è generato il debito che oggi pesa ancora come un macigno per oltre 170mila euro, al contrario di quanto ammesso dallo stesso Ranuccio che meno di un anno fa parlava di situazione debitoria quasi sanata.
Va detto, altresì, che il Cda dimissionario è stato nominato da Ranuccio quando era ancora Sindaco con Decreto Sindacale n. 189 del 21.10.2025.
Parlare oggi con estraneità alle dinamiche emerse appare incoerente, contraddittorio e poco credibile.
La Fondazione Varia è un Ente strumentale del Comune di Palmi e, come tale, l’Ente avrebbe dovuto vigilare sulla sua attività e avrebbe dovuto quantomeno promuovere insistentemente la nomina dell’organo di controllo.
Se oggi persistono gravi criticità contabili, significa che quella vigilanza non è stata esercitata con la necessaria attenzione.
Il debito non può essere sminuito e definito “non straordinario”: è un problema reale, concreto, che dopo tre anni non è stato risolto e che continua a gravare su creditori, famiglie, attività che attendono pagamenti per lavori svolti.
Questi elementi non rappresentano opinioni: sono fatti e i fatti raccontano una responsabilità politica e amministrativa che non può essere rimossa da Ranuccio con una dichiarazione o con un cambio di ruolo istituzionale.
Per rispetto della Città, della sua storia e della sua festa, riteniamo necessario che sia l’ex Sindaco Ranuccio e tutta l’amministrazione comunale forniscano risposte chiare alle seguenti domande:
• I dimissionari erano davvero consapevoli della situazione finanziaria al momento dell’accettazione dell’incarico? Le loro parole sembrano suggerire il contrario.
• È accettabile che oltre 170.000 euro di debiti vengano descritti come un problema “non straordinario”? Per noi, e per i cittadini, non lo è.
• Come si è arrivati a un debito tale da richiedere l’intervento della Guardia di Finanza? Chi doveva vigilare? Chi doveva intervenire? Perché non è stato fatto?
• Quanti creditori attendono da quasi tre anni di ricevere i pagamenti per le prestazioni lavorative fornite? Invitiamo chi è in attesa di pagamenti a rendere nota la propria posizione: la Città deve conoscere il volto umano di questa vicenda.
Il Movimento Faro intende difendere un principio semplice: la verità non può essere riscritta a seconda del ruolo che si ricopre oggi.
La Varia merita una gestione stabile, competente e trasparente.
Palmi merita chiarezza, non narrazioni che spostano l’attenzione dalle responsabilità di questa amministrazione che ha guidato la Città negli anni in cui il debito è nato e si è consolidato.
Ranuccio ha raccontato l’ennesima favola alla Città. Avrebbe fatto meglio a tacere», conclude il movimento Faro.

