L’ordinanza del Comune conferma la persistenza degli sversamenti a Piazza Lido. Disposte ispezioni nei rioni Pavia e Milano, ma mancano aggiornamenti sui lavori e sui tempi necessari al risanamento
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Lo sversamento di reflui fognari non depurati direttamente sull’arenile, una parte della spiaggia centrale interdetta e ancora nessuna informazione precisa sui lavori e sui tempi necessari per restituire la zona alla cittadinanza. L’emergenza fognaria di Bagnara Calabra, esplosa nel pieno della stagione balneare, continua a sollevare interrogativi e ad alimentare lo scontro politico.
A certificare la gravità della situazione è l’ordinanza numero 163 del 24 agosto 2026, firmata dal sindaco Adone Pistolesi, con la quale il Comune ha disposto il divieto assoluto di accesso a una parte dell’arenile di Piazza Rosario Villari, conosciuta come Piazza Lido, e una campagna straordinaria di ispezioni sulla rete.
Nel provvedimento si parla esplicitamente di «ruscellamento e sversamento di reflui fognari non depurati direttamente sull’arenile», in prossimità della battigia. Un fenomeno che, secondo quanto riportato nell’ordinanza, continua a persistere nella spiaggia centrale del paese e rappresenta «una minaccia imminente alla salute pubblica», rendendo necessarie misure ulteriori rispetto al divieto di balneazione già introdotto nel mese di maggio.
La spiaggia interdetta e le ispezioni ordinate dal Comune
Il divieto di accesso, transito, sosta e stazionamento di persone e cose resterà in vigore fino al completo ripristino delle condizioni di salubrità ambientale.
L’area interdetta, delimitata a nord dal canale di via Catalano, si estende per una profondità di 50 metri dalla linea di battigia e per una larghezza di 50 metri a sud e 50 metri a nord. Il Comune ha disposto l’installazione immediata di recinzioni metalliche, nastro segnaletico e cartelli di grandi dimensioni per indicare il divieto di accesso.
L’ordinanza prevede inoltre una campagna straordinaria di ispezioni idrauliche negli immobili residenziali e commerciali situati nei rioni Pavia e Milano, in via Catalano e in via G. Denaro. I proprietari, i locatari e i detentori degli immobili interessati dovranno consentire l’accesso ai tecnici comunali e alla forza pubblica per l’esecuzione dei test.
Alla Polizia locale è stato affidato il compito di vigilare, nell’arco delle 24 ore, sul rispetto dei divieti. Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, alla Prefettura, al ministero dell’Ambiente, alla Regione Calabria, alla Città metropolitana, all’Arpacal, all’Asp, alla Guardia costiera e agli uffici comunali competenti.
I precedenti divieti e i controlli dell’Arpacal
L’ordinanza ricostruisce anche le precedenti tappe dell’emergenza. Il Comune attribuisce la grave criticità infrastrutturale del sistema fognario e depurativo agli eccezionali eventi meteomarini verificatisi a partire dal mese di febbraio.
Con l’ordinanza sindacale numero 76 del 18 maggio 2026, adottata sulla base delle prescrizioni della Città metropolitana, era già stato istituito il divieto di balneazione nelle acque costiere denominate Melarosa, Martorano ed Ex Lido.
Gli ultimi campionamenti ufficiali eseguiti dall’Arpacal l’11 agosto, secondo quanto riportato nell’atto comunale, avevano restituito risultati conformi ai limiti di legge, attestando la salubrità delle acque marine esaminate e l’efficacia del trattamento di disinfezione continua effettuato presso il depuratore di Cacili.
Un dato che deve però essere distinto dal fenomeno riscontrato successivamente sull’arenile: la persistenza dello sversamento di reflui non depurati direttamente sulla spiaggia ha infatti imposto l’adozione di un nuovo e più restrittivo provvedimento.
Romeo: «Nella pubblica amministrazione contano gli atti»
A ricostruire il problema dal punto di vista dell’opposizione è, ai nostri microfoni, il capogruppo di minoranza Mario Romeo, che parte dal funzionamento del sistema fognario e dagli interventi che, a suo giudizio, avrebbero dovuto essere eseguiti prima dell’estate.
«Il problema fognario non nasce oggi, esiste da molti anni. Prima del periodo estivo bisogna effettuare alcuni interventi, a partire dallo svuotamento del fognone centrale, un canalone alto circa tre metri che raccoglie il sistema fognario del centro. Da lì, attraverso le pompe di sollevamento, i reflui vengono inviati al depuratore».
Secondo Romeo, negli ultimi mesi il fognone centrale non sarebbe stato svuotato, provocando la fuoriuscita dei reflui sulla spiaggia. «Le prime avvisaglie si erano registrate già in primavera e avevamo pubblicato comunicati e video per segnalarle. L’amministrazione ha effettuato degli interventi e ha speso molte risorse, ma oggi vediamo che il problema non è stato risolto».
Il capogruppo di minoranza ricorda che l’amministrazione Pistolesi avrebbe ereditato un finanziamento di circa 250mila euro per lo svuotamento del fognone centrale, somma poi utilizzata. A questa si aggiungerebbe un finanziamento da 700mila euro per un progetto che, nella sua impostazione originaria, prevedeva la realizzazione di un canalone alternativo, destinato a raccogliere i reflui in caso di sovraccarico del fognone centrale ed evitare che finissero sulla spiaggia.
«L’amministrazione aveva inizialmente approvato uno studio di fattibilità nel quale questo intervento era previsto. Successivamente, però, è stato approvato un progetto esecutivo completamente diverso rispetto allo scopo iniziale».
Il sistema, secondo la ricostruzione di Romeo, avrebbe dovuto funzionare insieme a una nuova condotta destinata a trasferire i reflui da Martorano direttamente alle pompe di sollevamento del depuratore. «Era un progetto complessivo pensato per eliminare una volta per tutte queste problematiche. Invece sono stati cambiati i progetti e, nonostante le somme spese, i servizi sono addirittura peggiorati».
Romeo cita anche un ulteriore intervento in somma urgenza, per il quale il Comune avrebbe acceso un mutuo di circa 41mila euro, destinato al sistema fognario nella zona vicina al depuratore. Sommando i diversi interventi, l’opposizione calcola una spesa complessiva vicina ai due milioni di euro dall’insediamento dell’amministrazione Pistolesi.
«La responsabilità politica è senz’altro di questa amministrazione. Quello che mi preoccupa è capire come sia possibile spendere quasi due milioni di euro senza ottenere alcun beneficio e senza risolvere il problema. Anzi, oggi il sistema si trova in condizioni peggiori rispetto al passato».
Romeo sottolinea che le contestazioni avanzate dall’opposizione sarebbero sostenute dalla documentazione amministrativa: «Tutto quello che dico è supportato dalle carte. Non lo afferma Mario Romeo perché è un consigliere di minoranza: lo dimostrano gli atti. Nella pubblica amministrazione contano le carte, non le parole».
Il capogruppo richiama infine la necessità di rendicontare ai cittadini l’utilizzo delle risorse pubbliche. «Nel momento in cui un ente riceve un finanziamento per un determinato obiettivo, non può successivamente chiederne un altro con la stessa finalità senza spiegare che cosa sia stato realizzato con le somme precedenti. Parliamo di soldi pubblici e bisogna darne conto ai cittadini».
«Bagnara è una cittadina a vocazione turistica, una perla alla quale siamo profondamente legati – conclude Romeo –. È vergognoso dover continuare a soffrire e a lottare ancora per problemi di questo tipo».
Dopo le spiegazioni del sindaco nessun aggiornamento
Il sindaco Pistolesi ha spiegato che l’emergenza sarebbe legata agli eccezionali eventi meteomarini dell’inverno scorso e alle criticità strutturali che da decenni interessano la rete fognaria e depurativa bagnarese. Il primo cittadino ha inoltre riferito degli interventi avviati o programmati dall’Amministrazione per affrontare la situazione.
Ad oggi, però, non sono state diffuse ulteriori informazioni sull’evoluzione dell’emergenza. Non è noto come stiano procedendo concretamente le operazioni disposte attraverso l’ordinanza, quali ispezioni siano già state effettuate, quali criticità siano emerse e, soprattutto, quali siano i tempi stimati per il risanamento della zona.
Nonostante i ripetuti tentativi di contatto, non sono arrivate risposte neppure dall’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Surace, più volte interpellato sulla vicenda. Dall’Amministrazione comunale, nel suo complesso, non è giunta una comunicazione capace di chiarire lo stato degli interventi e i tempi necessari per superare l’emergenza.
Un silenzio che pesa davanti a un problema igienico-sanitario grave, sopraggiunto nel pieno della stagione balneare, quando la cittadina della Costa Viola registra una maggiore presenza di residenti, visitatori e turisti.
Gli interrogativi sulla gestione dell’emergenza
L’ordinanza certifica la persistenza degli sversamenti, delimita l’area contaminata e dispone le prime misure di sicurezza, ma non chiarisce quale sia, adesso, lo stato delle attività avviate. All’interdizione della spiaggia e all’annuncio delle ispezioni devono seguire informazioni puntuali sull’esito delle verifiche, sulle cause individuate e sul programma degli interventi.
La mancanza di aggiornamenti impone una riflessione più ampia sulla gestione della macchina amministrativa e sulla capacità di garantire una comunicazione tempestiva e trasparente alla popolazione, soprattutto quando sono coinvolte la salute pubblica, la tutela dell’ambiente e l’economia turistica.
Bagnara continua così a fare i conti con un problema antico che contrasta con la sua naturale vocazione. Per un paese che vive anche del proprio mare, l’immagine di reflui sull’arenile e di una spiaggia interdetta nel cuore dell’estate non è soltanto una pessima cartolina: è una criticità sulla quale cittadini e operatori hanno il diritto di ricevere risposte, conoscere gli interventi in corso e sapere quanto tempo sarà necessario per restituire la zona alla piena fruibilità.

