martedì,Aprile 23 2024

Vertenza Alival a Reggio, dal 31 marzo 65 dipendenti resteranno senza lavoro – VIDEO

Fissati per giovedì 16, venerdì 17 e lunedì 20 marzo gli appuntamenti in Confindustria per le firme dei licenziamenti con incentivo all’esodo. I sindacati in attesa di risposte dalle istituzioni per nuova successiva collocazione

Vertenza Alival a Reggio, dal 31 marzo 65 dipendenti resteranno senza lavoro – VIDEO

Per i 65 lavoratori del caseificio Alival di San Gregorio a Reggio Calabria questa la sarà la settimana della firma presso la sede di Confindustria del verbale di conciliazione. Tale sottoscrizione formalizzerà il licenziamento, anche se i dipendenti resteranno occupati fino al 31 marzo ed esso sarà efficace dal prossimo primo aprile.

Con la firma apposta, giovedì 16, venerdì 17 e lunedì 20 marzo, i dipendenti si impegnano a non opporsi al licenziamento, ricevendo l’incentivo all’esodo di 51mila euro lordi. Tanto è stato pattuito durante le trattative andate avanti per un anno circa per evitare questo epilogo a oggi ineluttabile. Nell’aprile dello scorso anno, il gruppo Nuova Castelli, di proprietà della multinazionale francese Lactalis, aveva annunciato la chiusura dello stabilimento Alival a Reggio Calabria.

La reindustrializzazione mancata

La reindustrializzazione del sito, in dismissione già dai primi di gennaio con dipendenti a casa ma con stipendio fino alla fine di marzo, non è più neppure una ipotesi da considerare. Non pervenute, infatti, ufficiali candidature per l’acquisizione.

Di fatto, a oggi, lo storico stabilimento chiuderà, impoverendo il territorio e lasciando 65 famiglie senza uno stipendio e 65 persone, troppo giovani per la pensione e troppo grandi per nuove opportunità di lavoro, senza occupazione.

Disoccupati dal primo aprile

Dei 79 dipendenti totali qualcuno ha accettato le proposte di trasferimento in stabilimenti fuori dalla Calabria. Qualche altro ha lasciato il posto in uno stabilimento già in dismissione per sopravvenuta nuova opportunità di lavoro. Ma la condizione più diffusa è oggi quella della disoccupazione dal prossimo primo aprile. Uno scenario che i sindacati hanno cercato in tutti i modi di evitare ma che purtroppo è diventato realtà.

Ricollocazione dei dipendenti licenziati

Resta l’impegno a sollecitare «le istituzioni a dare risposte almeno sul fronte del reinserimento lavorativo dopo il licenziamento. Chi sta uscendo dal mercato del lavoro ha un’età non più giovane e neppure da pensione. Siamo in attesa che il tavolo tecnico istituzionale in prefettura, riunitosi l’ultima volta lo scorso gennaio alla presenza di Regione, Città Metropolitana, Comune di Reggio, Camera di Commercio e Confindustria, venga convocato nuovamente». Così i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.

Dalla produttività alla crisi

Non si è stati in grado di evitare che Reggio Calabria, con un problema endemico di occupazione, perdesse uno stabilimento produttivo. Un tempo fiore all’occhiello della produzione casearia, esso riforniva la grande distribuzione, conseguendo anche la denominazione Stg, Specialità tradizionale garantita per la sua mozzarella.

Lo stabilimento costruito nel 1985 è stato fiorente per decenni fino alla crisi di commesse iniziata alcuni anni fa. La prima storica proprietà fu della società Pratticò srl, poi dal 2000 al 2013 diventata Fattorie del Sole e quindi Alival e qualche anno dopo Nuova Castelli, nella compagine più ampia della multinazionale Lactalis.

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