Intervento diretto nel dibattito su Sacal da parte delle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, che parlano apertamente di «campagna mediatica strumentale» e di una rappresentazione «parziale e distorta» della situazione aziendale, attribuita a «una sola sigla sindacale».

Le organizzazioni confederali rivendicano invece «una linea basata su responsabilità, confronto e merito», sottolineando come il percorso sindacale intrapreso, pur non privo di tensioni, abbia mantenuto come obiettivo la tutela complessiva dei lavoratori insieme alla sostenibilità e stabilità aziendale.

Nel merito, i sindacati evidenziano alcuni risultati definiti «concreti». Tra questi, la sottoscrizione – per la prima volta nella storia di Sacal – di un accordo di secondo livello che introduce un premio di produzione esteso a tutti i lavoratori, basato su indicatori condivisi legati a produttività, qualità del servizio ed efficienza organizzativa.

Sul fronte delle condizioni economiche, viene inoltre segnalato l’aumento del buono pasto, passato da 5,68 a 8 euro, insieme al miglioramento della polizza sanitaria integrativa, ritenuta oggi più adeguata ai bisogni dei dipendenti in un contesto territoriale caratterizzato da criticità del sistema sanitario.

«Quando il confronto sindacale si misura sul merito e non sulla propaganda – sottolineano – è in grado di produrre benefici reali e tangibili».

Nel documento si fa riferimento anche alla questione dei lavoratori stagionali storici, su cui le sigle dichiarano di essere al lavoro per garantire continuità occupazionale attraverso un nuovo bando, da definire nelle sedi istituzionali competenti.

Netta la presa di posizione rispetto alle critiche: «Non accettiamo che si continui a mistificare la realtà, ignorando i risultati ottenuti e alimentando tensioni inutili, a danno dei lavoratori e del territorio».

Le segreterie chiariscono inoltre che i percorsi negoziali si sono sviluppati su tavoli distinti per garantire un confronto ordinato ed efficace, e sottolineano come l’accordo di secondo livello sia stato approvato dai lavoratori tramite referendum, elemento che ne confermerebbe «piena legittimità e condivisione».

Lo sguardo si allarga infine al sistema aeroportuale calabrese, definito in una fase di crescita sostenuta da investimenti infrastrutturali e sviluppo complessivo. Un percorso che, secondo i sindacati, potrà proseguire solo in un clima di «stabilità, correttezza e responsabilità».

«La sfida – concludono – è consegnare alla Calabria infrastrutture aeroportuali moderne ed efficienti e trasformare Sacal in una società modello a livello nazionale».