La rappresentante territoriale reggina del movimento pentastellato: «In città mancano posti eppure né Asp né Regione muovono un passo concreto per affrontare il problema»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«In Calabria il diritto alla salute continua a infrangersi contro la burocrazia e la cattiva gestione. La Fintred Calabria (Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati di Rene E Donatori) accende i riflettori sulla gravissima situazione che coinvolge i pazienti del Centro Dialisi “San Giorgio” di Reggio Calabria: una struttura che ogni giorno garantisce cure salvavita, ma che per la Regione sembra invisibile.
Da anni è noto – sottolinea Giovanna Milena Roschetti, rappresentante territoriale Movimento 5 Stelle reggino – che a Reggio Calabria mancano posti di dialisi, eppure né l’Asp né la Regione hanno mosso un passo concreto per affrontare il problema.
Per chi è in dialisi, accedere alla terapia significa vivere: tre sedute a settimana, per sempre. La chiusura del Centro “San Giorgio” avrebbe effetti drammatici in quanto il Gom di Reggio Calabria non ha la possibilità di accogliere altri pazienti.
Molti dializzati, anziani e fragili (spesso con tutela Legge 104), sono già costretti a percorrere decine di chilometri verso Scilla, Melito Porto Salvo o addirittura fuori regione, senza mezzi adeguati per far fronte a trasferte così frequenti.
Dal 2017, a seguito delle sollecitazioni delle rappresentanze dei pazienti, venivano attivati numerosi tavoli tecnici presso la Prefettura di Reggio Calabria, nel corso dei quali l’Asp quantificava un fabbisogno aggiuntivo di almeno 29 posti dialisi rispetto a quelli esistenti. Tale dato veniva poi confermato nella Delibera Asp n. 582 del 17 maggio 2018, senza tuttavia trovare concreta attuazione nella programmazione regionale.
Sulla base di tale formale certificazione della carenza, l’Associazione dei pazienti dializzati richiedeva la realizzazione di un centro dialisi territoriale pubblico da ubicarsi in Via Placido Geraci, presso la struttura denominata “Ex Enpas”. Una soluzione concreta e immediatamente attuabile, rimasta tuttavia attesa invano per oltre due anni, senza che venisse mai avviata alcuna iniziativa finalizzata alla sua realizzazione.
Il diritto a curarsi vicino casa non può continuare a essere sacrificato sull’altare dell’inerzia burocratica. Per questo, giovedì 26 marzo, pazienti, familiari e cittadini si sono riuniti in Piazza Italia a Reggio Calabria per chiedere risposte. La manifestazione ha portato a un incontro con il Capo di Gabinetto della Prefettura, che ha ascoltato le istanze e si è impegnato ad avviare le necessarie interlocuzioni istituzionali.
Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare contro la propria amministrazione per poter semplicemente continuare a vivere.
Personalmente sono particolarmente sensibile a questa problematica che ho visto consumarsi sulla pelle di miei pazienti. Uno in particolare, anziano, era in dialisi a Messina e 3 giorni la settimana veniva “prelevato” da una ambulanza del servizio alle 7 e rientrava con la stessa alle 21. Capirete che strazio di vita a metà. Mi chiedo come può questa Regione pensare ad aumentare i propri parlamentari quando vi è un servizio per i Reggini che non viene sostenuto economicamente?
Ricordiamo infatti che la prima grande iniziativa istituzionale dopo la rielezione del governo Occhiuto fu una revisione dell’assetto della giunta e un intervento sullo Statuto per poter decidere liberamente, e mentre la Sanità Calabrese annaspa, si pensa a nominare due sottosegretari che costeranno 14.470 al mese ciascuno. Queste le priorità del governo Occhiuto. Noi non ci stiamo e chiediamo pubblicamente risposte in merito a questa mortificante situazione per i dializzati reggini, unica provincia a non essere supportata da tale importantissimo vitale servizio sanitario», conclude Giovanna Milena Roschetti, rappresentante territoriale Movimento 5 Stelle Reggio Calabria.

