Uno scorcio del Tempietto di Reggio Calabria si accende sotto la carezza della luna: un istante sospeso tra memoria e sogno
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C’è un’ora della sera in cui Reggio Calabria sembra trattenere il respiro. Il Tempietto appare in uno scorcio intimo, quasi rubato al tempo, e la scultura in primo piano sembra custodire i segreti del mare e del vento. La pietra, levigata dalla luce, si tinge d’argento mentre la luna fa capolino tra le nuvole, timida e innamorata, come se cercasse anche lei un rifugio tra quelle linee armoniose.
Sul fondo, il playground racconta un’altra storia: echi di risate, promesse sussurrate, corse che sanno di libertà. È un contrasto dolce, quello tra la quiete solenne del monumento e la vitalità lontana dei giochi. Eppure tutto si tiene, come in un abbraccio invisibile che unisce passato e presente. In quell’istante sospeso, la città diventa poesia: la scultura osserva, la luna benedice, e ogni cosa trova il proprio posto nel cuore della notte.

