È tornata a Reggio Calabria Aka Inu, DJ spagnola di base a Barcellona e figura sempre più riconoscibile nella scena elettronica europea. Il suo passaggio al Big Easy Music Club non è stato soltanto un set, ma l’ennesimo capitolo di una relazione che negli ultimi mesi si è rafforzata tra la scena catalana e quella dello Stretto.

Una connessione pura, verace e profondamente mediterranea. Da una parte l’underground catalano, dall’altra quello reggino. Due contesti diversi per dimensioni e storia, ma sorprendentemente simili nel modo di vivere la musica.

Con il suo progetto Sala Sentimiento, festa nata sulla Costa Brava e costruita attorno a una visione molto precisa del clubbing, Aka Inu porta avanti un’idea che appartiene alla tradizione più autentica della cultura elettronica: la musica non è intrattenimento usa e getta, ma un linguaggio da vivere, sperimentare e condividere.

In questo spazio non esiste la “musica da discoteca” nel senso più prevedibile del termine. Non c’è spazio per l’ovvio, per i suoni che si rincorrono identici da un dancefloor all’altro. La ricerca è parte del processo: dischi che arrivano da percorsi diversi, groove che guardano agli anni Novanta, house e techno che si contaminano con altre traiettorie sonore.

È forse proprio questa visione ad aver creato un legame naturale con la Socio Crew, collettivo che negli ultimi anni sta contribuendo ad animare la scena elettronica reggina. Più che un incontro casuale, un riconoscersi reciprocamente: stessa curiosità musicale, stessa idea di festa come spazio culturale prima ancora che come semplice evento.

«È nata una relazione molto naturale – racconta la DJ –. Con i ragazzi della Socio Crew ormai siamo amici, mi portano in giro per la città e mi fanno scoprire Reggio. Quando vengo qui mi sento un po’ come se tornassi a casa».

Una vicinanza che per Aka Inu si percepisce anche nel modo di vivere la musica. «Amo Reggio. L’energia delle persone, lo stile, la musica: c’è una vibrazione molto mediterranea, molto simile a Barcellona». La relazione tra le due scene potrebbe presto diventare ancora più concreta. Tra i progetti della DJ c’è infatti quello di costruire un ponte tra le due città.

«Per me è molto importante portare la Socio Crew a Barcellona. L’idea è creare una connessione tra le due città, portare DJ di Barcellona a Reggio e DJ di Reggio a Barcellona». La geografia, in fondo, conta fino a un certo punto.

Che sia Barcellona, Ibiza, Milano o Reggio Calabria, esiste sempre un luogo dove la musica trova la sua dimensione più autentica. A volte è un grande club internazionale, altre volte una stanza più piccola, una festa indipendente, un dancefloor costruito attorno a una comunità che condivide lo stesso linguaggio sonoro. È lì che l’underground continua a respirare.

E quando questo succede, la distanza tra le città si accorcia fino quasi a scomparire. Barcellona e Reggio finiscono per parlarsi nella stessa lingua: quella di una vibrazione mediterranea, una vibrazione che ha ancora qualcosa di vero da raccontare.