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Un luogo piccolo e accogliente dove batte un cuore grande. Qui saranno le idee e la passione a dilatare lo spazio del pensiero e anche quello dell’azione. Inaugurata ieri la sede dell’Unione Donne in Italia, al numero 21 della centralissima via Aschenez a Reggio Calabria, città tra le prime in Italia in cui l’associazione, impegnata nella Resistenza già nel 1944, avviava attività a sostegno dei più vulnerabili, ai reduci, alle famiglie e ai bambini piegati dalla guerra e dalla miseria. Da subito l’Udi si pose a livello nazionale come la maggiore organizzazione femminile di promozione politica, sociale e culturale, portatrice di un forte messaggio di militanza nella sorellanza. Reggio Calabria non restò indietro. Anzi.
Qui Rita Maglio, femminista ante litteram, la prima donna del Partito comunista a conquistare uno scranno nell’assise cittadina nel 1956, madre di Silvana Croce ancora oggi anima pulsante dell’Udi, innestò un prezioso seme che nel tempo è germogliato. Un cammino che da allora attraversa la storia della nostra comunità e che arriva adesso arriva a offrire anche un luogo di incontro e confronto.
«Un luogo tutto nostro, aperto alla comunità»
«Ci mancava tanto un luogo nostro in cui ritrovarci. Tenevamo molto a raggiungere questo traguardo che adesso ci consente di avviare una nuova stagione del nostro impegno a Reggio Calabria. Volevamo un luogo in cui confrontarci, progettare e realizzare iniziative politiche. Un luogo che speriamo costituisca per l’associazione una risorsa in grado di richiamare anche altre donne e di coinvolgerle nel percorso di partecipazione sui temi dei diritti e della libertà», ha sottolineato Caterina Iacopino, presidente dell’Udi di Reggio Calabria.
Sarà anche luogo per iniziare a rendere fruibile l’archivio di documenti, che per la sua storia sul territorio reggino, l’Udi ha già. Documenti attestano le sue attività a Reggio Calabria tra il 1944 e il 1945.
“Un’idea che fa storia”

L’inaugurazione di questo spazio, che l’associazione gestisce in auto finanziamento, è stata anche occasione per la presentazione del calendario 2025 che, per celebrare gli 80 anni della sua storia e l’impegno di tutte le donne attraverso le diverse epoche di profonda trasformazione del nostro Paese, propone uno slogan estremamente significativo: “Un’idea che fa storia”.
L’Udi «affonda le sue radici nei Gruppi di difesa della Donna e, in generale, nell’ampia esperienza femminile della Resistenza contro la dittatura fascista, l’occupazione nazista, la guerra; fondamentale è il contributo per la costruzione dell’Italia repubblicana e democratica e per il lungo percorso, non ancora del tutto compiuto, di emancipazione e libertà femminile. Per sottolineare l’attenzione verso le donne che, nate altrove, vivono in Italia, dal 29 novembre 2003 l’Udi ha riletto il proprio acronimo come “Unione Donne in Italia”», recita appunto l’articolo 1 del suo statuto.

«Tante sono state le battaglie che l’Udi ha imbracciato per affermare la libertà, lo spirito di autodeterminazione delle donne, dando risalto al valore imprescindibile del loro contributo alla società. Facciamo tesoro del passato per andare avanti e proseguire lungo questo cammino anche a Reggio», ha messo in evidenza l‘attivista Udi Laura Cirella che ha aperto la cerimonia di inaugurazione scandita dalla presentazione del calendario, dal reading a più voci e da un momento conviviale.
Occorre alimentare un impegno collettivo che è anche custodia della memoria per l’avanzamento dei diritti delle donne ancora fortemente minacciati da discriminazioni e violenza.

«Un ringraziamento di cuore a tutte. È stato un pomeriggio ricco di sorrisi, riflessioni, incontri, riabbracci, relazioni. Questa piccola stanza – si legge nel post face book dell’associazione – è tutta per noi, aperta sempre per tutte le donne. Un ringraziamento speciale alle assessore Nucera Lucia Anita e Anna Briante, alle nostre socie storiche, alle rappresentanti di altre associazioni, a tutte le socie del Coordinamento e alle amiche di sempre».

