Appuntamento alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni per imbarcarsi sulla nave veloce delle 17
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« Sabato 8 agosto torniamo in piazza a Messina per dire ancora una volta No al Ponte e rivendicare un'idea diversa di futuro per lo Stretto e per i territori che lo circondano. Dalla Calabria ci andiamo insieme: appuntamento alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, da dove ci imbarcheremo tutte e tutti sulla nave veloce delle 17.00.
La – spiega il movimento No ponte Calabria – arriva in una settimana significativa, mentre il
Governo prova ad accelerare la manifestazione l'iter del Ponte contando anche sul fatto che il Paese sia in ferie. Salvini ha infatti rinnovato in anticipo il
Consiglio superiore dei lavori pubblici, l'organo chiamato ad esprimersi sugli aspetti più delicati del progetto. Tra i nuovi componenti figurano il professor Mauro Dolce, già componente del comitato tecnico-scientifico della Stretto di Messina SpA , e il professore Giuseppe Roberto Tomasicchio, firmatario del comitato “Ponte Subito”. È legittimo interrogarsi sull'opportunità di affidare la valutazione di un'opera tanto controversa anche a persone che hanno già avuto un ruolo o assunto posizioni favorevoli alla sua realizzazione.
Il 6 agosto l'assemblea plenaria del Consiglio superiore potrà
esprimersi sul progetto, nonostante le numerose questioni tecniche e le prescrizioni che lo hanno accompagnato negli anni. Qualunque sarà l'esito, è prevedibile che il progetto debba essere ulteriormente
modificato e integrato, continuando a produrre costi, consulenze e
incarichi. Nel frattempo la Stretto di Messina SpA continua a essere alimentata con risorse pubbliche, compreso il compenso
dell'amministratore delegato, pari a 240 mila euro l'anno.
Dal 2016 la Corte dei conti ha più volte richiamato Governo e Parlamento sulla necessità di completare la liquidazione della società, deliberata nel 2013, proprio per evitare ulteriori sprechi. Nessun Governo lo ha fatto e nel 2023 Meloni e Salvini hanno riattivato la Stretto di Messina SpA, riportando al centro dell'agenda un progetto che da oltre cinquant'anni viene annunciato come imminente.
Oggi il Governo si prepara a impegnare per il Ponte oltre 14 miliardi di euro di risorse pubbliche. Per chi vive in Calabria quei miliardi hanno però un significato molto concreto: sono le risorse che servono per una sanità pubblica commissariata da quindici anni, per affrontare l'emergenza idrica e le reti colabrodo, per le case popolari, i trasporti, le ferrovie e la manutenzione del territorio. Sono risorse
che potrebbero contribuire a migliorare le condizioni di vita e di
lavoro dei braccianti nelle nostre campagne, dove migliaia di persone continuano a essere sfruttate.
Non accettiamo che si trovino miliardi per le armi e per le grandi opere mentre si continua a dire che non ci sono soldi per ospedali, scuole, acqua, trasporto pubblico e diritto alla casa.
A Villa San Giovanni e Cannitello il Ponte, poi, non è una questione
astratta: da decenni espropri, vincoli, case e attività economiche
vivono nell'incertezza di un'opera continuamente annunciata e mai
realizzata. Quarant'anni di Ponte hanno immobilizzato un territorio,
mentre attorno alla grande opera si sono costruite carriere politiche,
società, incarichi e fatturati.
Per questo chiediamo la chiusura della Stretto di Messina SpA,
interrompendo un meccanismo che da decenni consente di spendere risorse pubbliche per mantenere in vita un'opera che non risponde alle priorità dei territori.
L'8 agosto la marea di Messina sarà il nostro decreto popolare di
chiusura della Stretto di Messina SpA.
Dalla Calabria non manchiamo. Appuntamento alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni per imbarcarci insieme sulla nave veloce delle 17.00».

