La Domotek Volley ha appena chiuso un'annata da leggenda, mettendo in bacheca un triplete storico che pochi avrebbero osato pronosticare: Supercoppa, Coppa Italia Del Monte e la tanto agognata promozione in Serie A2.

Un'annata "galattica", come la definisce il dirigente Alessandro Sergi, che ha tracciato un bilancio tra emozioni, lavoro di squadra e le sfide che attendono il club amaranto nel nuovo campionato.

La stagione è stata un turbinio di gioie e colpi di scena, con un apice rappresentato dalla conquista della Coppa Italia.

Sergi ricorda con stupore ancora vivido quel momento: «Emozioni infinite, che mi porterò e che ci porteremo tutti insieme. Abbiamo centrato tutti gli obiettivi, ma i primi due erano impensabili. Specialmente la Coppa Italia è stata qualcosa di improvviso e speciale: perdere 2-0 e ribaltare la serie non è affatto facile. Sono sicuro che molti tifosi avranno cambiato canale, ma i ragazzi sono stati dentro fino alla fine. Questa è una grande prova di carattere».

Il segreto di questa cavalcata, secondo Sergi, risiede nell'unità del gruppo dirigenziale e nel legame con la tifoseria. «Siamo un bel gruppo – sottolinea – con Antonio Polimeni in primis, Marco Martino, Billy Gurnari, Cesare Pellegrino, Mirko Crucitti e non solo. Siamo tanti, e se non nomino qualcuno mi perdonino».

Una compattezza che si riflette anche nel rapporto con i giocatori e con un pubblico da record: «Con un pubblico così è difficile non trovarsi bene. La Volleymania che si è creata è travolgente. Abbiamo un impianto straordinario come il Palacalafiore e speriamo di ritoccare quei numeri anche il prossimo anno».

Con la promozione in A2, la Domotek si appresta ad affrontare un salto di qualità notevole. «La Serie A2 è un campionato molto fisico rispetto alla A3», ammette Sergi, che però mostra ottimismo: «Ci stiamo organizzando nel migliore dei modi. Siamo in sella e molto attivi».

Sergi evidenzia come il triplete sia stato un'impresa ai limiti dell'immaginabile: «Se lo pensavi all'inizio dell'anno, ti mettevi a ridere. Ma il lavoro eccezionale fatto per creare un gruppo coeso e la società che non ha fatto mancare niente hanno fatto la differenza».

Tra i momenti epici, il dirigente cita “la trasferta” al PalaBenvenuti,descrivendo l'atmosfera come «una sorta di guerra per tutti noi. Abbiamo dato il massimo per la buona riuscita di un evento che in pochi pronosticavano. Forse le cose dovevano andare così per arrivare al risultato che tutti sappiamo».

Ora, però, lo sguardo è già proiettato al futuro: «Pensiamo a costruire qualcosa di bello, a mantenerlo e a iniziare nel migliore dei modi».

A conclusione dell'intervista, Alessandro Sergi riserva un pensiero speciale ai suoi affetti più cari: «La dedica che ho è per la mia famiglia. Nel mio piccolo, rappresentare la Domotek è stato inaspettato. Mi sono sempre messo a disposizione della società, ma essere arrivato a ricoprire il ruolo di dirigente non era scontato». Un'estate di lavoro attende la Domotek, ma la certezza è che gli amaranto affronteranno la A2 con lo stesso spirito combattivo che li ha resi protagonisti di una stagione indimenticabile.