C’è un momento, al calare del sole, in cui il mondo sembra trattenere il respiro. Il lungomare si veste di sfumature calde, tra arancio e rosa, mentre il mare riflette un cielo che lentamente si arrende alla sera. Lei è lì, affacciata alla ringhiera, come se cercasse qualcosa oltre l’orizzonte. Non parla, non si muove: osserva. E in quel gesto semplice si raccoglie tutta la dolcezza di un pensiero lontano.
Il vento le sfiora i capelli, portando con sé il profumo salmastro delle onde. Lo stretto si stende davanti ai suoi occhi come una promessa mai del tutto svelata, un confine sottile tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere. La luce si spegne piano, ma non il sentimento che resta sospeso nell’aria: una malinconia lieve, quasi gentile, che sa di attese e ricordi.
In quell’istante, tutto diventa poesia. Anche il silenzio.