Un angolo silenzioso del lungomare di Reggio diventa teatro di ricordi e tenerezza, dove il tempo sembra rallentare al ritmo delle onde
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C’è un punto, sul lungomare di Reggio, in cui il tempo pare dimenticare la sua corsa. La ringhiera si affaccia sul respiro infinito del mare, mentre una scalinata discreta scende verso la parte più bassa, quasi a voler accompagnare i pensieri fin dove l’acqua sfiora la riva. È lì che due anziani si fermano, vicini abbastanza da condividere il silenzio, lontani quanto basta per custodire ciascuno i propri ricordi.
Parlano piano, come si fa con le cose preziose. Forse raccontano di estati lontane, di amori nati sotto lo stesso cielo, quando i passi erano più veloci e il cuore più impaziente. Le loro parole si intrecciano al suono del mare, creando una melodia fatta di nostalgia e dolcezza.
In quello scorcio sospeso tra luce e salsedine, ogni dettaglio diventa poesia: la ruggine gentile della ringhiera, il bianco consumato dei gradini, il riflesso tremolante dell’acqua. E loro, custodi di un tempo che non si arrende, sembrano ricordarci che la vita, anche quando rallenta, sa ancora raccontare storie d’amore.

